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CRISTIANI PERSEGUITATI/ India, nuova ondata di violenze. Fanatici indù irrompono in una chiesa

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Il vescovo di Mangalore, mons. Aloysius Paul D’Souza, racconta: «mentre i bambini stavano aspettando con suor Asha Prema che il bus arrivasse, gli attivisti del Bajrang Dal si sono radunati vicino alla fermata del bus e hanno chiamato la polizia, che è arrivata e ha portato l’autobus e i bambini alla Remand home, a Bondel, dove i piccoli, terrorizzati sono stati trattenuti alcune ore». In seguito 50 agenti, che per ore hanno accerchiato il convento, hanno capito che la struttura aveva tutti i documenti in ordine.

 «Ma le intimidazioni, gli attacchi e le minacce continuano». Non solo: «Gli altri attacchi  - continua Sajan K. George - sono stati contro Ashraya, un fondo caritatevole di servizi sociali per i giovani guidato da Lancelot Pinto, e contro una sala di preghiera-ostello, Ebenezer, diretto dal pastore Joy a Haleyangady; un altro attacco è stato scatenato da false accuse di conversione da parte dei proprietari di un catering, Jillus». Scopo comune, gettare fango sui cristiani e screditare le loro opere di carità.  Secondo mons. D’Souza: «Il Bajrang Dal, senza alcun motivo o ragione attacca noi e le nostre istituzioni e cerca di screditare le nostre opere buone. Sembra quasi che godano della protezione delle autorità, e così sono senza freni e imbaldanziti nella loro campagna malvagia contro i nostri servizi per i poveri e i marginalizzati e per i settori più disprezzati della società».

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