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GIAPPONE/ L'esperto: Fukushima non sarà un'altra Chernobyl

Pubblicazione:mercoledì 13 aprile 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Gli Usa hanno già mandato dei robot e degli esperti, perché il reattore è un reattore americano General electric. Personalmente preferisco non formulare giudizi fino a quando l’Aiea non pubblicherà un resoconto chiaro su quanto è avvenuto, perché ritengo che ci siano anche delle responsabilità per come è stato trattato l’incidente, che sembrerebbe sia stato inizialmente trascurato. Sarebbe stato ritardato il raffreddamento con l’acqua di mare per la paura di rovinare le strutture del reattore e di non poterlo più usare in futuro.

Ma quali sono le motivazioni per le quali la crisi dura da così tanto tempo?

La causa principale è stato lo tsunami seguito da un’onda che è tre volte i cinque metri che erano stati previsti. E che quindi ha allagato tutti i servizi ausiliari e ha eliminato le pompe. Ma le motivazioni risiedono anche nel modo in cui è stata affrontata la situazione. Perché potranno anche emergere delle responsabilità che non sono state affrontate correttamente. Per non parlare del fatto che il reattore di Fukushima è molto vecchio, e che non erano stati fatti degli adeguamenti particolari alla parte del raffreddamento.

Le due scosse successive all’11 marzo hanno avuto un’incidenza significativa?

Sembrerebbe di no, perché si sono limitate a fare fuoriuscire un po’ d’acqua. I problemi in quel caso sono soprattutto due: quelli al reattore e quelli alle piscine dove si trova il combustibile spento che deve essere a sua volta raffreddato. E che quindi è conservato all’interno di piscine d’acqua che lo raffreddano, ma dalle quali sembra ci siano state delle emanazioni. E sembrerebbe che in seguito a una delle onde fosse sceso del 30% il livello di uni di questi depositi temporanei del combustibile.

Si può pensare ancora al nucleare come a un’energia sicura?


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