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GIAPPONE/ Così Governo e Tepco possono creare un nuovo disastro

Pubblicazione:giovedì 14 aprile 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Sale a 13.333 morti e 15.150 dispersi il bilancio delle vittime del terremoto e dello tsunami che l’11 marzo hanno colpito la costa orientale del Giappone a nord di Tokyo, e sono oltre 147.000 gli sfollati che vivono ancora nei rifugi temporanei a un mese dalla tragedia. Alle vittime della prima fortissima scossa si aggiungono i 3 morti e le centinaia di feriti provocati da una violenta scossa di assestamento (magnitudo 7.1) verificatasi giovedì 6 aprile (che ha lasciato al buio centinaia di migliaia di abitazioni nelle prefetture di Miyagi e Fukushima). Martedì 11 aprile, a un mese esatto dal terremoto, un’altra scossa di magnitudo 6.3 è stata avvertita nella regione di Chiba, fortunatamente senza conseguenze.

Il Premier Kan domenica si è recato a Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi, una delle zone più colpite, per far visita a uno dei rifugi e rassicurare la popolazione. “Il Governo farà il possibile per aiutarvi a riprendere la pesca”, ha dichiarato Kan a un gruppo di residenti. “Dobbiamo lavorare ancora più duramente per ripristinare i collegamenti con le zone colpite”. Il Premier ha anche ringraziato le forze militari statunitensi per l’aiuto nelle ricerche dei dispersi, ma sono ancora innumerevoli i cadaveri che mancano all’appello. Le operazioni di soccorso, trasporto di beni di sussistenza nei rifugi e assistenza medica sono senz’altro rallentate dalla crisi nucleare in corso, che catalizza tutta l’attenzione del governo.

Ed è di martedì la notizia dell’innalzamento del livello di pericolosità dell’incidente nucleare in Giappone al livello 7, lo stesso di Chernobyl e il più alto mai verificatosi nella storia del nucleare. Il portavoce del Governo Edano ha però dichiarato che, a differenza di Chernobyl, non sono stati riscontrati danni diretti alla salute, e gli esperti assicurano che l’innalzamento del livello è dovuto soltanto alla quantità di radiazioni rilasciate e non ai rischi presunti per la popolazione. Tuttavia, secondo la Tepco (Tokyo electric power company), non è da escludere che la fuoriuscita di radioattività nei prossimi mesi possa raggiungere i livelli fatti registrare a Chernobyl dopo l’incidente del 1986.

La centrale nucleare di Fukushima, pesantemente danneggiata dal sisma e dalle ondate di 15 metri che si sono abbattute sui reattori, continua a emettere radioattività nell’ambiente e la soluzione alla crisi non sembra essere possibile in tempi rapidi. La Tepco ha iniziato a iniettare gas di azoto nel recipiente di contenimento del reattore 1 per evitare eventuali esplosioni di idrogeno come quelle che si sono già verificate, e conta di effettuare la stessa operazione anche nei reattori 2 e 3.


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