BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GIAPPONE/ Così Governo e Tepco possono creare un nuovo disastro

Pubblicazione:

Foto Ansa  Foto Ansa

La comunità internazionale ha reagito con solidarietà al disastro giapponese, rimanendo spesso colpita dalla calma e dall’ordine mantenuti dalle popolazioni colpite dallo tsunami, ma l’atteggiamento nei confronti del Paese potrebbe cambiare se il Governo e la Tepco non si dimostreranno più trasparenti e rapidi nel rilascio di informazioni. Il Giappone potrebbe passare in fretta da vittima a carnefice.

I pescatori della zona di Fukushima sono i più preoccupati. Molti di loro hanno già perso la casa e le barche e temono che almeno per i prossimi due o tre anni i consumatori non vorranno più acquistare i loro prodotti per il timore della contaminazione, anche se gli esperti assicurano che non ci sono rischi per la salute. La pesca nelle coste colpite dallo tsunami rappresenta 1/5 dell’intero mercato ittico giapponese e l’India ha già annunciato lo stop alle importazioni di prodotti alimentari dal Giappone.

Circa 17.500 persone hanno partecipato domenica a una manifestazione a Tokyo per lo smantellamento delle centrali nucleari, mentre il Governo sta pensando di ampliare la zona di evacuazione obbligatoria nei pressi della centrale fino a 30 km. La gestione della crisi nel breve periodo si è rivelata abbastanza soddisfacente se paragonata alla portata dell’evento (terremoto, tsunami e crisi nucleare in contemporanea) e se confrontata con altri disastri naturali degli anni recenti, come l’uragano Katrina o lo tsunami di Sumatra, ma a un mese dal disastro il Governo necessita di una visione più a lungo termine, specialmente per quanto riguarda gli sfollati attorno a Fukushima (le loro abitazioni non saranno agibili per decenni) e di maggiore chiarezza e tempestività nelle decisioni.

 

(Monica Bollini, analista di Equilibri.net)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.