BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

SCENARIO/ 1. Mons. Hinder (Arabia): l’occidente ora impari la "lezione" dei paesi arabi

Dimostrazioni di protesta in Egitto (Ansa)Dimostrazioni di protesta in Egitto (Ansa)

In Egitto, Siria e Iraq c’è una presenza molto antica sia dei cristiani sia dei musulmani. Mentre nei Paesi del mio vicariato non ci sono cittadini cristiani, ma migliaia se non milioni di immigrati giunti per lavoro, una parte dei quali è cristiana. Non è quindi la stessa situazione, e qui non c’è alcun conflitto tra cristiani e musulmani. C’è un altro aspetto significativo, cioè la presenza di diverse correnti dell’Islam, soprattutto sunniti e sciiti. In Bahrein quindi il vero problema è la discriminazione sociale, mentre la diversità della religione è un aspetto strumentalizzato, sia dall’Arabia Saudita sia da altri che non vogliono che gli sciiti abbiano gli stessi diritti. E dietro a tutto ciò ovviamente c’è il problema legato ai rapporti con l’Iran. Dobbiamo quindi essere molto cauti, evitando di cadere anche noi nella trappola di vedere tutto sotto l’angolatura della religione. La mia impressione infatti è che gli sciiti siano considerati dei capri espiatori per la loro religione. E troppo spesso leggendo la stampa occidentale ho l’impressione che utilizzi la stessa logica, che è già politicamente strumentalizzata.

In che senso?


Dietro a quanto sta avvenendo c’è innanzitutto il problema della mancanza di lavoro. Ed è questo che in futuro potrà creare dei problemi anche agli immigrati cristiani, perché con l’aumento della disoccupazione la situazione che li riguarda può diventare una bomba a orologeria.

Gli immigrati cristiani sono stati minacciati dopo l’inizio delle proteste?


Non in quanto cristiani. Nel centro di Manama, la capitale del Bahrein, c’è una chiesa cattolica che non è stata attaccata in nessun modo, né dagli sciiti né dai sunniti. Almeno finora: speriamo che continui così.

Monarchie e dittature della Penisola arabica riusciranno a sopravvivere alle proteste?


Se queste monarchie sono in grado di tenere il popolo in silenzio con le concessioni, come sta avvenendo in Arabia Saudita, possono ancora durare per un certo tempo. Non credo però che sia una soluzione sostenibile per il futuro, almeno sulla lunga durata. Anche i giovani della Penisola arabica, molti dei quali hanno ricevuto una buona educazione, sono in grado di leggere ciò che sta capitando a livello mondiale e sono «mentalmente globalizzati». Non credo quindi che alla lunga accetteranno che una famiglia o un’unica persona decidano per tutti. Il desiderio di libertà e di una certa indipendenza individuale a lungo andare saranno più forti di tutti i regali.

Ma la democrazia è realmente possibile nel mondo arabo?



COMMENTI
14/04/2011 - Mmm...Perchè non mi convince? (marco lissi)

Siamo proprio sicuri che andrà tutto bene? Che queste rivoluzioni saranno il toccasana per queste nazioni?...Solitamente dopo le rivoluzioni chi prende il potere è il più forte...inutile fare l'elenco storico. Altro dato interessante che leggo e riporto dal un Blog di un giornalista del foglio: Cristiani in fuga dall'egitto. L'articolo che ne parla lo trovate qui http://www.christiannewstoday.com/Christian_News_Report_5024.html ...Siamo sicuri che andrà tutto bene? bah...staremo a vedere.