BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 1. Mons. Hinder (Arabia): l’occidente ora impari la "lezione" dei paesi arabi

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Dimostrazioni di protesta in Egitto (Ansa)  Dimostrazioni di protesta in Egitto (Ansa)

Io non appartengo a quelle persone che dicono: «In questi Paesi la democrazia è impossibile». Anche se essendo di origini svizzere, so quanti secoli sono stati necessari al mio Paese per creare una democrazia funzionante. Il Medio Oriente dovrà reinventarsi la democrazia sulla falsariga della sua storia e della sua esperienza culturale, anche tenendo conto del sistema tribale e familiare, che in questa regione è molto più forte che altrove. Nel mondo arabo esistono alcune istituzioni che possono essere utilizzate per creare un sistema che possa funzionare democraticamente. Per esempio ogni settimana il capo della tribù dà la possibilità a tutti i membri di recarsi da lui ed esprimergli le loro preoccupazioni. Noi occidentali generalmente pensiamo alla democrazia solo con le nostre categorie, ma non dobbiamo dimenticarci che il sistema politico della Svizzera è diverso da quello britannico, tedesco o italiano.

In che modo l’Occidente può aiutare il mondo arabo a costruire la democrazia?


La democrazia non si può né esportare né imporre. L’idea di Bush per l’Iraq forse nasceva da un’intenzione buona, ma non può funzionare senza la partecipazione della gente e senza tenere conto delle diversità delle società. Perché la democrazia sia compiuta, occorre superare la fase in cui la maggioranza domina assolutamente la minoranza senza concederle diritti umani. Le democrazie occidentali possono fornire supporto a questo processo, insegnando a come risolvere i conflitti in modo pacifico. Può essere un servizio modesto ma utile, che però i Paesi arabi devono innanzitutto volere.

Che cosa ne pensa dell’intervento occidentale in Libia?


La differenza rispetto alla seconda guerra in Iraq è che c’è una copertura di organismi internazionali come l’Onu e la Nato e la volontà di una parte della Lega araba. Nello stesso tempo però condivido quanto affermato a suo tempo da Giovanni Paolo II, quando disse che una guerra non risolve il problema. Anche se forse per noi ecclesiastici è più semplice fare queste affermazioni. Nel caso della Libia comunque era probabilmente troppo naif credere di potere fare una guerra pulita, perché ogni guerra, anche se si cerca di limitare l’impatto sui civili, sarà sempre qualcosa di crudele, di violento e che creerà necessariamente anche delle vittime innocenti.

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
14/04/2011 - Mmm...Perchè non mi convince? (marco lissi)

Siamo proprio sicuri che andrà tutto bene? Che queste rivoluzioni saranno il toccasana per queste nazioni?...Solitamente dopo le rivoluzioni chi prende il potere è il più forte...inutile fare l'elenco storico. Altro dato interessante che leggo e riporto dal un Blog di un giornalista del foglio: Cristiani in fuga dall'egitto. L'articolo che ne parla lo trovate qui http://www.christiannewstoday.com/Christian_News_Report_5024.html ...Siamo sicuri che andrà tutto bene? bah...staremo a vedere.