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SCENARIO/ 2. L’esperto francese: dall’Iraq alla Libia, le "crociate" occidentali fanno disastri

Pubblicazione:martedì 19 aprile 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 26 aprile 2011, 20.22

Ajdabiya colpita da un missile Ajdabiya colpita da un missile

«Gheddafi sta usando chiaramente l’intervento occidentale in Libia per delegittimare la rivolta contro il suo regime. Se i Paesi arabi portassero maggiore aiuto, la solidarietà sarebbe meglio accettata e meno pericolosa per la costruzione politica del futuro». Ad affermarlo è il francese Yann Richard, professore emerito dell’Università Sorbona di Parigi ed esperto di islam sciita e cultura iraniana. Per quanto riguarda l’Iran, Richard osserva che l’Onda verde coglierà qualsiasi occasione per tornare a farsi sentire, ma un’eventuale caduta di Ahmadinejad e l’instaurazione della democrazia presentano non pochi rischi. Fornendo inoltre panoramiche ad ampio raggio, dall’Egitto all’Arabia Saudita fino ad arrivare all’Iraq. Dove per l’esperto francese le persecuzioni dei cristiani sono la conseguenza diretta della connotazione di crociata data dagli americani alla guerra contro Saddam Hussein nel 2003.

Professor Richard, quali sono le principali somiglianze e differenze tra la rivoluzione in Iran del 1979 e l’ondata di proteste nel mondo arabo cui stiamo assistendo oggi?

Vi sono molte ovvie somiglianze nei mezzi e nelle forme della mobilitazione: la protesta contro regimi autoritari, la richiesta di diritti civili, le dimostrazioni di massa nelle città, l’uso dei nuovi media (il telefono, il fax, le videocassette nel 1979, Facebook e Twitter oggi) per contrastare la propaganda ufficiale. Nella rivoluzione iraniana vi erano due tendenze ideologiche dominanti: quella del lutto rituale per i morti ogni 40 giorni, che appartiene alla glorificazione sciita del martirio, e il coinvolgimento del clero; quella di sinistra, con gli slogan antimperialisti e il coinvolgimento degli intellettuali. Nessuna di queste tendenze ideologiche è riscontrabile negli attuali sommovimenti arabi, che sembrano soprattutto una protesta contro l’autocrazia, il dispotismo, la soppressione dei diritti civili e la corruzione, ma che non mostrano chiari obiettivi ideologici.

Il regime iraniano è riuscito realmente a mettere a tacere l’Onda verde, o ritiene che il movimento di protesta tornerà a farsi sentire?



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