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Esteri

SCENARIO/ Quel che Fidel Castro ha insegnato a Gheddafi

Fidel Castro ha abbandonato il potere, volontariamente, dopo una lunghissima dittatura. Vinse gli Stati Uniti e sopravvisse al crollo dell'Urss. ROBI RONZA si chiede se non abbia ispirato...

Fidel Castro (Foto: IMAGOECONOMICA)Fidel Castro (Foto: IMAGOECONOMICA)

Al potere da oltre mezzo secolo, da quando il primo gennaio 1959, travolto il regime del dittatore Fulgencio Batista, instaurò a Cuba il regime rivoluzionario detto appunto castrista, Fidel Castro Ruz, 84 anni, si è dimesso ieri dalla carica di segretario del Partito comunista di Cuba. In precedenza per motivi di salute si era dimesso da presidente della Repubblica di Cuba, carica assunta  su sua indicazione nel febbraio 2008 da suo fratello Raul, poco più giovane di lui, mentre José Ramon Machado, loro coetaneo era divenuto primo vicepresidente. Adesso Raul gli succede anche nella carica di segretario del Partito: una scelta di continuità nel nome della gerontocrazia che per natura sua in un futuro non lontano non potrà che aprire a un’ulteriore svolta. Il Congresso del Partito, soltanto il sesto in cinquant’anni di regime, prima di ricevere le sue dimissioni aveva approvato una serie di riforme elaborate da Raul ma da lui pubblicamente condivise che, nella misura in cui verranno applicate, avvieranno definitivamente anche a Cuba la fine del “socialismo reale”. Al momento della vittoria della rivoluzione castrista, Cuba era una semi-colonia degli Stati Uniti governata dal presidente-dittatore Fulgencio Batista. Dopo aver facilmente sconfitto le truppe di Batista, Fidel Castro e i suoi, tra cui Che Guevara, futuro (ingiustificato) mito del ’68 europeo, erano entrati trionfalmente all’Avana anche grazie al disimpegno del governo di Washington, che non aveva ben compreso la natura marxista rivoluzionaria del castrismo.

Visto come un piccolo Davide che era stato capace di sconfiggere il Golia statunitense, Fidel Castro cominciò a governare circondato dalla simpatia delle élites progressiste di tutto il mondo. Non osando per questo rovesciarlo subito con un intervento diretto, gli Stati Uniti tentarono di farlo cadere  bloccando con un rigoroso embargo le loro relazioni commerciali con Cuba, fino ad allora  decisive per la grande isola caraibica. Castro reagì ponendosi sotto la protezione dell’Unione Sovietica che si impegnò a sostituirsi agli Usa nel ruolo di grande compratore di zucchero cubano e rispettivamente di grande fornitore di manufatti industriali. Da quel momento in avanti Cuba divenne una carta importante di quel complesso e pericoloso gioco che è passato alla storia con il nome di “Guerra Fredda”, con episodi clamorosi come il fallito sbarco americano alla Baia dei Porci, ordinato dal presidente J.F. Kennedy, e come la “crisi dei missili”, uno dei momenti più drammatici della Guerra Fredda. 


COMMENTI
20/04/2011 - incontri storici (Anna Di Gennaro)

L'interessante articolo mi porta ad una semplice considerazione. Fidel Castro scambiava incontri ufficiali con Giovanni Paolo II mentre Gheddafi preferisce altri "personaggi". Ai posteri - dunque - l'ardua sentenza...

 
20/04/2011 - "incontri" storici (Anna Di Gennaro)

Ricordo bene il 21 gennaio del 1998, quando Giovanni Paolo II andò a Cuba per ricambiare la visita. Fidel Castro lo ricevette con tutti gli onori, rinunciando alla sua famosa divisa militare per indossare giacca e cravatta. Allora insegnavo anche Religione Cattolica nella mia classe e avevo portato a scuola i ritagli di alcuni quotidiani. Desideravo che anche i bambini cogliessero lo spessore umano di un simile evento. Era presente l'insegnante di sostegno che si commosse dalle dichiarazioni - orali e scritte - di alcuni di loro...