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NAVE SEQUESTRATA/ Nuovo attacco dei pirati, sequestrata la Rosalia D'Amato con 22 uomini a bordo

Pubblicazione:giovedì 21 aprile 2011

La nave sequestrata, la Rosalia D'Amato, foto Ansa La nave sequestrata, la Rosalia D'Amato, foto Ansa

NAVE SEQUESTRATA ATTACCO DEI PIRATI - La Rosalia D'Amato, una imbarcazione italiana facente parte della flotta Perseveranza Spa, è stata sequestrata dai pirati nel Mare Arabico. A bordo ci sono 22 uomini di equipaggio di cui sei di nazionalità italiana. La nave era partita dal Brasile diretta in Iran quando è stata assalita e sequestrata. Nelle vicinanze si trova una imbarcazione militare turca della missione internazionale Atlanta che segue la situazione. L'attacco è avventuro alle 4.50 del mattino: un paio di barchini hanno sparato verso la nave e quindi i pirati sono saliti a bordo. E' solo l'ultimo caso di una realtà che dura ormai da anni, quella degli attacchi pirati a imbarcazioni commerciali. Per la liberazione degli equipaggi vengono chiesti riscatti di molti milioni di euro. IlSussidiario.net ha intervistato in esclusiva il dottor Carlo Biffani, direttore generale di Security Consulting Group, per chiedere un approfondimento su questa problematica.

E' possibile identificare una zona particolarmente a rischio dove avvengono in modo più frequente questi assalti?

No, non esiste più una zona geografica sola che si possa definire a rischio. Questi pirati hanno ormai messo a segno talmente tanti colpi, parlo di detenzione al momento di almeno 700 marinai come ostaggi e di centinaia di sequestri effettuati, che ha permesso loro di ricavare talmente tanto denaro da essere diventati una realtà pericolosa su larghissima scala. Si può dire che tutta la zona che parte dall'interno del Canale di Suez, arriva a toccare le coste dell'India e poi quelle del SudAfrica, in pratica quasi tutto l'Oceano Indiano, è zona a rischio pirateria.

Si tratta di bande singole o siamo davanti a una struttura organizzata?

E' una struttura organizzata. Ci sono persone che reggono le fila di tutto questo con sedi a Dubai e a Londra. Sul luogo c'è naturalmente la manovalanza pura, ma quando si tratta di versamento del riscatto, arriva tutto a questi signori che reggono le fila della pirateria. Si tratta di organizzazioni al momento ancora abbastanza indefinite e difficili da localizzare.


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