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VIA CRUCIS/ Da Chicago a NYC e LA, un "fiume" dietro la Croce tra Brooklyn e Ground Zero

Pubblicazione:domenica 24 aprile 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 25 aprile 2011, 14.15

Via Crucis a Chicago Via Crucis a Chicago

NEW YORK - Sedici anni. Sono passati sedici anni da quando per la prima volta venticinque amici decisero di seguire la Croce di Nostro Signore sul Ponte di Brooklyn (ne ho raccontato la storia in un libro). Nel giorno di Good Friday, Venerdì Santo. I venticinque di sedici anni fa sono diventati migliaia, un fiume di fedeli che scorre tra sponde di curiosi che spesso finiscono per unirsi alla processione.
Anche quest’anno St. James, la Cattedrale di Brooklyn che funge da punto di ritrovo, è stracolma di fedeli di tutte le età, razze ed estrazioni sociali. È un brandello di New York City, con tutta la sua bellezza, la sua travolgente vitalità, la sua ricchezza e la sua povertà umana. Tutti a seguire la Croce accompagnati dal Vescovo Octavio Cisneros, Ausiliare di Brooklyn, per la prima volta con noi e stupito come un ragazzino.
Ad aprire il gesto ci sono le parole di saluto e benedizione del Papa. Sono tanti anni che il Papa, Giovanni Paolo II dapprima, e Benedetto XVI poi, ci conferma nel nostro tentativo di testimonianza. Tutti a seguire la croce con la coscienza - come ha insistentemente e appassionatamente ripetuto Fr Richard Veras nelle sue meditazioni - che l’abbraccio pieno di misericordia di Nostro Signore è ciò che ci permette di essere fedeli.
Siamo quel che siamo, poveri peccatori, ma basta riconoscerlo, basta la consapevolezza della nostra condizione umana per lasciarsi prendere da Gesù e seguire quell’amore che ci sarà sempre donato nonostante le nostre mancanze e i nostri tradimenti.


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