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VIA CRUCIS/ Da Chicago a NYC e LA, un "fiume" dietro la Croce tra Brooklyn e Ground Zero

Via Crucis a Chicago Via Crucis a Chicago

LOS ANGELES - La via crucis di Comunione e Liberazione a Los Angeles è stata annunciata alla fine della funzione del Venerdì Santo nella cattedrale da Monsignor Kevin Kostelnik con le seguenti parole: “Vi invito tutti a partecipare alla via crucis organizzata da Comunione e Liberazione. È un gesto ormai parte della nostra tradizione che ci aiuta a vivere la contemporaneità di Cristo”.

Questo è stato l’incipit del miracolo a cui avremmo poi assistito: oltre duecento persone si sono radunate e hanno sfilato in silenzio, ordinatamente per il centro di Los Angeles passando per la City Hall, il Dipartimento di Giustizia per poi ritornare alla Cattedrale, sotto lo sguardo incuriosito e a volte sinceramente commosso dei numerosi passanti e della scorta di polizia che ha ordinatamente e discretamente accompagnato e reso possibile il gesto.

Fr. Roddy Guerrrini, iniziando la via crucis nella piazza antistante la Cattedrale, ha richiamato al fatto che “noi sfiliamo dentro il cuore di una delle città più grandi d’America, dove la maggior parte della gente vive in un’ultima solitudine, senza saper dare una risposta alle esigenze del proprio cuore. La nostra semplice sequela della croce nel centro di Los Angeles ‘grida’ sommessamente che questa risposta esiste e che il destino della vita non è la morte”.

Questa passione per il mondo ha toccato il suo culmine quando, all’interno dell’insediamento originale della prima chiesa dedicata a Nostra Signora degli Angeli nel quartiere preminentemente latino, Fr. Guerrini ha svolto l’introduzione della terza stazione interamente in spagnolo. Le sue prime parole “Mujer no llores!” (“Donna non piangere”) hanno reso carne, avvenimento presente quella stessa tenerezza di Gesù verso la vedova di Nain, nell’attenzione e affezione verso le persone di lingua spagnola che già prima del nostro arrivo affollavano la chiesa in venerazione del Sepolcro.