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VIA CRUCIS/ Da Chicago a NYC e LA, un "fiume" dietro la Croce tra Brooklyn e Ground Zero

Via Crucis a Chicago Via Crucis a Chicago

Mentre camminavamo in silenzio sentivamo sorvolare gli elicotteri che pattugliavano il centro della città per la visita di Obama. E veniva da chiedersi: “Ma cosa sono duecento persone in una città così immensa. Cosa c’entra il nostro seguire una croce in silenzio con gli avvenimenti e il destino del mondo?”.

Bastava guardare alla propria esperienza, a sé e a quello che avevamo intorno per rispondere: la grandezza del miracolo del sì di ciascuno di noi, singolarmente mossi e commossi dall’impossibile corrispondenza che l’uomo Gesù desta oggi nel nostro presente e che ha come eco la bellezza, la dignità e l’unità di un gesto come la via crucis. Questa esperienza è la risposta al desiderio di tutti, alla speranza del cuore di ogni uomo ed è la cosa più grande che possa succedere nella storia personale di ciascuno e perciò nella storia del mondo in ogni istante. Duemila anni fa come adesso.

 

Guido Piccarolo, Los Angeles

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