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Fini a Herat: la lotta per la libertà non conosce confini

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Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile, si è recato in visita al nostro contingente ad Herat, in Afghanistan. Lo ha fatto assieme al deputato di Fli Gianfranco Paglia, ex parà della Folgore che partecipò alla missione in Somalia. «Oggi – ha detto il numero uno di Montecitorio - ricorre la festa della Liberazione. Credo che ognuno di voi sia idealmente la dimostrazione di come la lotta per la libertà non conosca confini geografici e come nel nome della libertà occorra continuare con il massimo impegno». Fini, con indosso il giubbetto mimetico dell’esercito, ai militari del contingente italiano nella base di Camp Arena, ha poi detto: «Poche parole per ringraziare ognuno di voi e chi come voi è impegnato in missioni umanitarie di pace e ricordare doverosamente il sacrifico di coloro che non sono più tra noi, ma sono certamente presenti nei vostri cuori e nelle nostre azioni».Il capo di Futuro e Libertà ha, inoltre, aggiunto: «Spero non suoni retorico affermare che proprio chi, con il tricolore nel cuore ed è orgoglioso della storia patria, è impegnato come voi per liberare il popolo afgano da schiavitù, miseria e degrado sia idealmente testimone di cosa voglia dire ricordare le gesta della liberazione, tanti anni dopo». Riguardo al membro del suo stesso partito, poi, la terza carica dello Stato ha aggiunto: «Mi accompagna una delegazione di deputati di ogni parte politica, ma il mio saluto va solo a uno di loro, l’onorevole Paglia, a dimostrazione che se mai c’è stato un fossato che divideva le forze armate dalla Camera è stato colmato; i vostri obiettivi e aspirazioni sono compresi meglio nella sede in cui vengono approvate le leggi». Intervistato da SkyTg24 Fini ha sottolineato come «l’aspetto più bello e meno conosciuto delle forze armate» sia l’impegno «per la ricostruzione civile del Paese, per rimettere l’Afghanistan in condizione di riprendersi»



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