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SIRIA/ L’esercito irrompe a Deraa. 20 morti. Chiuse le frontiere con la Giordania

Ancora disordini e morti in Siria. Sono circa una ventina le vittime causate, questa mattina, dall’irruzione delle forze di sicurezza a Deraa con i mezzi corrazzati.

Foto Ansa Foto Ansa

Ancora disordini e morti in Siria. Sono circa una ventina le vittime causate, questa mattina, dall’irruzione delle forze di sicurezza a Deraa con i mezzi corrazzati.

«Stanno sparando.  Testimoni mi hanno detto che ci sono stati cinque morti finora, e le case sono diventate ospedali», ha raccontato all'emittente Al Jazeera un residente, Mohsen, al telefono. Anche l’emittente Al Arabiya ha riferito di spari e morti in città, senza, tuttavia, precisarne l’entità. Ci sarebbero cadaveri in strada, vicino alla moschea Omari, mentre i militari sarebbero entrati in città con otto carri armati e due veicoli corrazzati. Pare che al loro arrivo, dei cecchini situati sui tetti dei palazzi governativi e membri delle forze di sicurezza in assetto antisommossa abbiano iniziato a sparare sulla folla a casaccio.

«La gente – ha dichiarato un altro testimone - sta cercando rifugio nelle case. Ho potuto vedere due corpi vicino alla moschea e nessuno era in grado di andare lì e portarli via». 20 morti, invece, è il numero che è stato denunciato dagli attivisti per i diritti umani. Le vittime della repressione delle manifestazioni in Siria, sono più di 300 da metà marzo, 112 delle quali sono state uccise nella sola giornata di venerdì.