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LIBIA/ 1. Berlusconi "ostaggio" della realpolitik di Obama?

Pubblicazione:mercoledì 27 aprile 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 27 aprile 2011, 9.06

Feriti evacuati da Misurata sulla nave per Bengasi Feriti evacuati da Misurata sulla nave per Bengasi

Le sole separazioni di nazioni avvenute negli ultimi 20 anni sono state la conseguenza della caduta dell’impero sovietico. Ma a parte l’est europeo, quasi in nessuna altra parte del mondo si sono toccati i confini, che rappresentano una sorta di tabù. E lo sono a maggior ragione laddove sono estremamente arbitrari e fragili. Tentare di spostarli può essere molto pericoloso. La proposta dell’Unione africana mira inoltre sostanzialmente a mantenere al potere Gheddafi. L’Italia invece da un certo momento in poi ha deciso che il Colonnello doveva essere rimosso, anche perché non abbiamo alcun interesse a lasciare Gheddafi al potere.

Gheddafi ha ancora l’appoggio delle tribù della Tripolitania?

E’ una domanda cui nessuna persona onesta può dare una risposta sincera. Se lei avesse fatto questa domanda due o tre mesi fa, quasi tutti gli osservatori avrebbero risposto senza alcuna esitazione: «Gheddafi è saldo al potere». E lo stesso lo si poteva dire di Ben Alì, di Mubarak e di Assad. Oggi non è più così. E’ come guardare un’immagine in movimento: si vede qualcosa, ma questo non coincide completamente con la vera fisionomia della realtà.

Ma finché anche Tripoli non si ribella, è giusto e ragionevole bombardare il regime?

E’ giusto, perché è una scelta che è stata legittimata da un voto delle Nazioni Unite che ha consentito l’intervento. Ed è ragionevole, perché non intervenire militarmente significherebbe giustificare la propaganda islamista radicale e vicina ad Al Qaeda, secondo cui gli occidentali sostengono i tiranni che impediscono lo sviluppo dei popoli arabi. Un’accusa di cui dobbiamo liberarci una volta per tutte, anche a costo di bombardare qualcuno. Non compiere nessuna azione sarebbe stato infinitamente peggio di un’azione, pur con molti limiti.

Ma allora perché l’Occidente non fa niente per Siria e Bahrein, e non ha mosso un dito contro Mubarak?

In primo luogo, per un fatto evidente di prossimità geografica: la Libia è proprio di fronte a noi, sull’altra sponda del Mediterraneo, a poche miglia da Lampedusa. Inoltre Gheddafi è rimasto isolato nel giro di poco tempo perché la Libia non esercita un ruolo sull’intera regione. Proprio l’esatto contrario di Siria e Bahrein. Damasco infatti è il perno su cui si basa l’equilibrio di Libano, Israele e Giordania. Chi tocca Assad, quindi, resta inevitabilmente invischiato nel conflitto arabo-israeliano. Mentre intervenire nel Bahrein significa modificare l’equilibrio di forze tra Iran e Arabia Saudita.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
29/04/2011 - E la Costituzione ? (Antonio Servadio)

Sbaglio o la nostra Costituzione vieta interventi militari che non siano puramente difensivi ? Sbaglio o c'è una divergenza tra Costituzione e scelte militari attuali ?