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VIA CRUCIS/ Rio de Janeiro, Salvador de Bahia, Sao Paulo: il silenzio e i canti che stupiscono nel chiasso delle città

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La Via Crucis a Rio  La Via Crucis a Rio

Salvador: Un fatto che riaccade

Il 22 aprile, Venerdì della Passione, il Movimento di Comunione e Liberazione a Salvador ha promosso in centro città la Via Crucis. Il gesto si ripete da qualche anno, ma quest’anno c’è stata una grande differenza: una vivacità e il desiderio di incontrare Cristo in prima persona. Cassio che si è assunto l'organizzazione del gesto, ha detto che non era sufficiente per partecipare fare semplicemente più riunioni, o essere in compagnia, aveva capito che aveva bisogno di fare un passo personale invece di rivestire un ruolo: un passo verso il Signore. Il frutto di questo passo è stato che il vescovo ausiliare di Salvador, Mons. Gregorio, ha preso il gesto come suo ed esteso l'invito a tutta la diocesi. Abbiamo anche avuto il sostegno delle scuole cattoliche e distribuito diecimila inviti tra scuole e parrocchie della città.

Mons. Gregorio ha partecipato al gesto sia all’inizio come alla fine con la sua benedizione, cosa che non era stata organizzata. Oltre a lui circa 600 persone hanno camminato per le strade della città, comunicando l'amore di Cristo per il nostro niente.

Quest'anno il gesto della Via Crucis, sino dalla sua organizazzione, ha rappresentato una sfida a capire che è un’Altro che costruisce - davanti ai nostri occhi - una realtà inaspettata, che non elimina il nostro sì.

"È stata una provocazione per invitare i compagni di lavoro a questo gesto, tra cui, per inciso, favorire l’invito a quelli che, secondo la mia misura, non parteciperebbero mai  a una cosa così. L’indicazione di fare l’invito a queste persone è stata fatta dal responsabile della comunità e questo mi ha aiutato ad avere il coraggio per affermare questa proposta davanti a delle persone con cui non avrei mai parlato di certi temi. Allo stesso modo, guidare la preghiera del rosario è stata l'occasione per capire che il punto non era la mia capacità di fare certe cose in contrasto con la mia timidezza e la paura di sbagliare davanti a tutti, ma, ciò che era in gioco era la mia libertà di accoglierlo di nuovo. Cedere a queste provocazioni mi ha aperto lo sguardo e ho potuto individuare i miracoli che succedevano lì, come il canto di Lorena, il Maria Dolorosa, il silenzio intorno e la presenza discreta e costante di don Gregorio e altri sacerdoti in tutto il cammino ", ci testimonia Fatima Santos.

Alcuni fatti hanno segnato il gesto: il silenzio delle persone durante la lettura di Péguy è stata commovente e toccante, il silenzio è stato reso possibile dal desiderio di vivere la morte di Cristo come autocoscienza e la presenza di diverse generazioni - giovani studenti, anziani, persone con disabilità di varia natura - dimostrava che Cristo è venuto per tutti; un'altra cosa incredibile sono stati i canti: chi cantava comunicava il suo abbandonarsi a un fatto presente, nella voce di coloro che cantavano risuonava la voce di Cristo, tanto era bello. I protagonisti dei canti sono stati Lorena e Michele (due ragazze universitarie che hanno incontrato il Movimento con Mons. Guido nelle opere educative a Novos Alagados, quando erano ancora giessini). Hanno cantato con l’aiuto di Andrea e Gilberto Carvalho. È stato molto bello!



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