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LIBIA/ Berlusconi e Gheddafi regalano l’Italia a Sarkozy e a Obama

Pubblicazione:venerdì 29 aprile 2011

La bandiera della Nato La bandiera della Nato

Quando mai riuscirà l’Italia a liberarsi dal suo complesso d’inferiorità di Paese uscito sconfitto dalla Seconda guerra mondiale? A giudicare da quanto è accaduto in questi giorni tale emancipazione sembra purtroppo ancora lontana.

La Germania, come bene si vede,  se ne è ormai liberata; a oltre mezzo secolo dalla fine di quel conflitto non si capisce perché non possiamo liberarcene anche noi. Viceversa sotto i più diversi governi, quando gli Stati Uniti e le altre potenze nordatlantiche lanciano un fischio alla fine l’Italia accorre; magari di mala voglia, magari fra ammiccamenti e sottilissimi “distinguo”, ma alla fine si allinea.

Come già accadde quando D’Alema concesse alla Nato di bombardare la Serbia a partire da basi militari italiane, di nuovo adesso con la decisione di Berlusconi di inviare sui cieli della Libia aerei in missione di bombardamento, il nostro Paese viene coinvolto in una guerra (poiché di questo si tratta e di nient’altro) in ultima analisi contraria ai suoi interessi geopolitici, che sono in primo luogo danubiani e mediterranei, e soltanto in subordine nordatlantici.

In cambio del piatto di lenticchie dell’appoggio francese a all’eventuale modifica del trattato di Schengen, più i quattro ceci del placet alla candidatura di Mario Draghi alla presidenza della BCE, ci accodiamo al dissennato intervento militare franco-americano precludendoci così la possibilità di giocare la carta di una mediazione forte, quella che potremmo giocare solo noi, l’unica ad aprire alla speranza  di una soluzione non catastrofica della crisi in Libia. E tutto questo mentre si sta aggravando la crisi in Siria, e le due transizioni in corso in Egitto e in Tunisia non si sono ancora concluse.


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COMMENTI
29/04/2011 - sono d'accordo al 100% (Emilio Colombo)

mi perdoni la polemica osservazione dott.Ronza, ma è facile notare che quando qualche leader che la pensa probabilmente così punta a Roma per fare il ministro degli esteri (o si fa finta di prometterglielo) o qualche altro punta alla presidenza del parlamento europeo (o si fa finta di prometterglielo) nel recente passato, anche lontano dalle crisi internazionali di questi ultime settimane, viene rispedito a casa con altre nobili mansioni... Allora il problema non sono le idee.... E' peraltro vero che il mondo sta cambiando sempre più velocemente e in modo anche sempre meno controllabile dai soliti attori apparentemente; si apriranno altri spazi secondo lei? di cosa c'è bisogno?

 
29/04/2011 - nato (pietro frisone)

leggo da più parti che non ci si poteva tirare indietro perchè facciamo parte della NATO: niente di più errato.forse sarebbe meglio che chi di dovere ci spiegasse invece se, con la superficialità e la dabbenaggine che ci distingue, abbiamo aderito (all'interno dell'Alleanza) a qualche forma di forza aerea di pronto impiego sperando che non se ne presentasse mai l'occasione. In tal caso quali erano (sono) i terms of reference? (o è vero che basta un fischio di obama...)?

 
29/04/2011 - ecco la domanda (francesco taddei)

quando gli USA "fischiano" e l'Italia accorre è perchè non può fare altro visto che fa parte della NATO. bisognerebbe chiedersi come l'italia possa essere più autorevole all'interno della NATO.

 
29/04/2011 - TUTTE Sante Parole (Antonio Servadio)

Tutte Sante Parole. Semplici, centrate, fondamentali. Disgraziatamente sembra che il resto della stampa non sia in grado di sostenere queste posizioni (peraltro condivise da ampi strati di popolo) quanto invece si prenda ampia e approfondita cura degli argomenti "deboli" inerenti alla biancheria intima dei politicanti. In altre parole, come possiamo fare una politica di mediazioni "forti" con una classe politica, una stampa e una magistratura "deboli", ripiegate su sé stesse?!