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COSTA D’AVORIO/ Il racconto: la gente è esasperata, senza cibo e cure mediche

Un gruppo di soldati fedeli a Oauttara Un gruppo di soldati fedeli a Oauttara

Ci siamo molto vicini. Centinaia di migliaia di persone stanno abbandonando le zone dell’Ovest per andare in Paesi vicini, specie in Liberia. Lì c’è stata battaglia e la popolazione è stata vittima di svariate violenze. Un milione di persone, poi, ha abbandonato la capitale per tornare ai propri villaggi d’origine. E sia gli sfollati che le famiglie che li stanno ospitando hanno mezzi economici molto limitati. Ad Abidjan, inoltre, vige il coprifuoco che consente due o tre ore di libera uscita; la gente è esasperata, non può andare a procurarsi il cibo o in ospedale, a volte rimane chiusa per 4 giorni in casa e non ne può più. In molti hanno subito rapine e saccheggi.

 

Cosa andrebbe fatto, nell’immediato?

 

Deve assolutamente finire il conflitto. Subito. La gente è allo stremo, fisicamente e psicologicamente frustrata da una crisi economica che dura da mesi, da gennaio; migliaia di persone hanno perso il posto di lavoro e con il conflitto si sono aggiunti svariati danni materiali. Tutto deve finire perché la gente possa riprendersi al più presto.

 

Ci sono i margini per un intervento di forze internazionali?

 

Le forze internazionali sono presenti, con il mandato dell’Onu. Presumo, e auspico che stiano portando avanti negoziazioni ad alto livello che a noi, per forza di cose, rimangono ignote.  

 

(di Paolo Nessi)

 

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