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LIBIA/ Cia pronta a uccidere Gheddafi: a trattenerla un ordine di Ford del 1976

Esistono pochi dubbi sul fatto che la Cia possa uccidere Gheddafi. E allora perché non lo ha ancora fatto? Obama avrebbe ordinato un supporto in incognito ai ribelli

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Esistono pochi dubbi sul fatto che la Cia possa uccidere Gheddafi. E allora perché non lo ha ancora fatto? Secondo quando affermato da fonti interne all’amministrazione Obama, il presidente Usa avrebbe firmato un «ordine esecutivo» autorizzando un supporto in incognito alle forze ribelli che cercano di deporre il leader libico, Muammar Gheddafi.

NOME IN CODICE «EXECUTIVE ACTION» - Come scrive il sito web dell’Eurasia Review, «i sussurri che alcuni agenti della Cia siano stati inviati in Libia per valutare le dimensioni delle forze ribelli rievocano le intricate operazioni di spionaggio di un’epoca passata». Quello che è certo è che, come rivelato da alcuni dipendenti dell’agenzia di spionaggio statunitense, la Cia ha tutto ciò di cui ha bisogno per assassinare Gheddafi. E potrebbe attuare l’«executive action» (cioè l’omicidio nel gergo dell’agenzia) attraverso intermediari, coprire le sue tracce e lasciare il mondo a chiedersi se gli Usa fossero o no coinvolti con la morte di Gheddafi.

L’ORDINE DI GERALD FORD - Ma questo scenario, come sottolinea sempre l’Eurasia Review, presenta un problema: nel marzo 1976 il presidente Gerald Ford firmò l’ordine esecutivo 11.905, proibendo esplicitamente ai dipendenti del governo statunitense di coinvolgersi o progettare degli omicidi di matrice politica. Negli anni ’60 e ’70, la Cia utilizzò la sua licenza di uccidere eliminando per esempio Lumumba in Congo e cercando di compiere un attentato ai danni di Fidel Castro. Questo provocò enormi ripercussioni pubbliche, costringendo il presidente Ford a firmare l’ordine esecutivo.