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LIBIA/ Cia pronta a uccidere Gheddafi: a trattenerla un ordine di Ford del 1976

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SISTEMA TRASPARENTE - E benché gli ordini presidenziali da un punto di vista tecnico non siano delle leggi, sono accolti fedelmente, nonostante qualcuno ritenga che questi ostacoli legali non abbiano mai impedito alla Cia di fare ciò che voleva. «Ma in realtà non è così - sostiene Eurasia Review -. Il sistema politico statunitense è strutturato in modo tale che ogni violazione del protocollo diviene presto o tardi di dominio pubblico. Questo può provocare delle dimissioni, rovinare delle carriere e portare anche delle persone in carcere».

DIRITTO INTERNAZIONALE - Diverso invece il discorso per quanto riguarda il diritto internazionale. In tempo di guerra infatti l’immunità che protegge solitamente capi di Stato e membri del governo deve essere sospesa, e possono essere quindi uccisi impunemente sul principio che «un uomo che è morto non può fare la guerra». Con il passare degli anni infatti la legge di guerra (ribattezzata con un eufemismo «diritto internazionale umanitario») è diventata più sfumata: i capi nemici possono essere assassinati per «necessità militari» anche se non con mezzi come spie o (nel caso di Castro) sigari che esplodono. Nonostante ciò, nel 2003, gli avvocati del governo degli Stati Uniti, supportati dai legali inglesi, hanno approvato i tentativi di attentato contro Saddam Hussein: due missili da crociera e diverse dozzine di bombe hanno colpito infatti i suoi nascondigli. La Casa bianca ha giustificato il tentativo di uccidere il dittatore di Baghdad come un mezzo per salvare vite umane e portare la guerra a una conclusione senza altri spargimenti di sangue.



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