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SCENARIO/ 2. Herzog: dalla Libia alla Siria, tutti i rischi e le opportunità per Israele

Pubblicazione:lunedì 4 aprile 2011

Folla in rivolta in Siria (Foto Ansa) Folla in rivolta in Siria (Foto Ansa)

Alcuni la chiamano «democrazia illiberale», nel senso che le persone hanno diritto di voto, ma il regime è semiautocratico, come in Turchia, dove il governo sta gradualmente assumendo potere sulla magistratura, sulla stampa, sull’esercito, utilizzando il potere per dirigere il processo politico in una sola direzione.

Tornando alla Siria, che cosa ne pensa di Assad?

È un dittatore dal pugno di ferro, ma penso che andrebbe messo alla prova. Penso cioè che se Assad rimarrà al potere con un ampio programma di riforme, stabilizzando così la situazione in Siria, Israele dovrebbe esplorare la possibilità di proporgli di firmare la pace. In questo modo lo costringeremmo a scegliere tra noi da una parte e Iran ed Hezbollah dall’altra. Tentare non ci costerebbe nulla.

I nuovi insediamenti dei coloni israeliani nella West Bank stanno facendo discutere. Come li giustifica?

Non mi risulta che ci siano dei nuovi insediamenti di coloni israeliani nella West Bank. So che il governo israeliano di recente ha consentito la costruzione di 700 unità abitative in insediamenti già esistenti. Più in generale, si tratta di un problema che richiede una chiara politica di controlli da parte del governo, mentre purtroppo questo negli anni recenti non è stato fatto in modo adeguato. Il governo l'anno scorso ha fermato le attività degli insediamenti per dieci mesi. Sfortunatamente questo non è stato sufficiente per portare all'avvio di colloqui di pace. Ritengo comunque che occorra provvedere ai bisogni di sussistenza fondamentali di chi vive negli insediamenti, ma niente che possa causare ulteriori espansioni territoriali e che possa danneggiare il processo di pace.

(Pietro Vernizzi)



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