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IL CASO/ In Siria un milione di cristiani rischia un nuovo Iraq

Pubblicazione:martedì 5 aprile 2011

Il presidente siriano Assad partecipa a una festa cristiana (Ansa) Il presidente siriano Assad partecipa a una festa cristiana (Ansa)

In Siria, inoltre, l’alleanza tra autorità e chiese cristiane è declinata sul principio della associazione tra due minoranze religiose all’interno del paese. Il potere politico siriano è infatti detenuto dal 1962 dalla setta degli alawiti, distaccatasi dallo sciismo e mai davvero riconosciuta dalle altre comunità musulmane. Il legame tra i cristiani e gli alawiti in Siria, è dunque fortemente strategico per un regime la cui legittimità non è rivendicabile neppure sul piano demografico-religioso. Non è un caso, infatti, che la Siria si sia offerta dal 2003 come destinazione privilegiata del grande esodo dei cristiani iracheni, offrendo loro un facile inserimento sociale.
Se Bahar al Assad dovesse cadere è molto probabile che l’opposizione islamica possa guadagnare un considerevole peso politico ed è altrettanto probabile che la vague di odio religioso anti-cristiano possa agganciare anche la Siria, minacciando gravemente quel milione di cristiani che vive da sempre serenamente in questo paese. Ed è proprio questo che i cristiani della Siria temono quando difendono Bashar al Assad.



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