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Esteri

SCENARIO/ 1. Da Moro a Berlusconi, che fine ha fatto la politica estera dell'Italia?

Il ministro degli Esteri Frattini e il premier Berlusconi (Imagoeconomica)Il ministro degli Esteri Frattini e il premier Berlusconi (Imagoeconomica)


Questa è una decisione molto delicata, gli Usa con Obama sono stati molto più cauti, probabilmente lo faranno ma senza dirlo. Azioni di questo tipo è sempre meglio non annunciarle con troppa enfasi, la situazione sul terreno è molto mobile e lo schieramento dei ribelli è tutt’altro che coeso e disciplinato.

Tra la posizione della Francia e quella della Germania, sembra esserci poco spazio per una mediazione italiana...

L’Italia potrebbe comunque avere tuttora un ruolo di primo piano in una strategia di tipo umanitario, con un’attenzione non solo per i profughi, ma anche per i numerosi stranieri che si trovano in Libia. Si sta creando una situazione molto delicata anche in seguito ai raid aerei, che secondo diverse testimonianze hanno iniziato a fare dei danni collaterali. Quindi l’importante è che non si persegua solo un obiettivo di tipo militare, già di per sé difficile da definire, ma si porti avanti un disegno d’insieme dove l’attenzione umanitaria sia al primo posto.

In che senso?

L’intervento ha una giustificazione umanitaria ed è per questo che fin dall’inizio è avvenuto sotto il cappello dell’Onu, bisogna però vedere come evolve ora la situazione, quali obiettivi si riescono a raggiungere, come garantire l’incolumità dei civili e soprattutto fino a che punto possono durare i raid. In Kosovo proseguirono per 78 giorni di seguito, in Libia invece siamo solo agli inizi.

Torniamo al ruolo dell’Italia in politica estera. Anche ai tempi di Moro e Craxi era marginale?

Allora era molto diverso, c’erano delle alleanze ben definite, il muro di Berlino era ancora in piedi. L’Italia da una parte era un Paese occidentale, una democrazia, un Paese alleato degli Stati Uniti, ma dentro questa alleanza l’Italia era riuscita a ritagliarsi un suo ruolo. Non c’era una grande visione strategica, però con Andreotti e soprattutto con Moro e con Craxi, si voleva aprire un dialogo con i Paesi arabi, che uscisse dallo schema che tendeva a dipingerli tutti come protettori del terrorismo. Fino al momento drammatico di Sigonella, dove avvenne un vero e proprio scontro tra l’Italia e gli Stati Uniti.

Che cosa ha indebolito la politica estera italiana?