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SCENARIO/ 1. Da Moro a Berlusconi, che fine ha fatto la politica estera dell'Italia?

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Il ministro degli Esteri Frattini e il premier Berlusconi (Imagoeconomica)  Il ministro degli Esteri Frattini e il premier Berlusconi (Imagoeconomica)


La situazione è cambiata e l’Italia, e non solo il governo Berlusconi, ma anche quelli Prodi e prima ancora D’Alema, hanno fatto degli accordi con il Nord Africa a corto respiro pensando solo al gas e all’energia. E’ una politica di piccolo cabotaggio che abbiamo sempre seguito. Adesso davanti al vento nuovo della protesta dal basso, che dallo Yemen alla Siria sta scuotendo tutto il mondo arabo, i nostri schemi sono saltati e ci ritroviamo senza più certezze. In Libia soprattutto, dove Gheddafi rappresentava un dittatore terrorista, che si era però riconvertito anche se per interesse all’amicizia con l’Occidente.

Quanto pesano le divisioni interne?

La divisione che pesa di più sono le perplessità della Lega, che ha una visione tutta sua non solo sul problema dell’immigrazione, ma anche sui bombardamenti in Libia. D’altra parte Bossi lo ha detto esplicitamente, secondo lui l’Italia avrebbe dovuto fare come la Germania. Peccato che Bossi sia pur sempre un ministro del governo Berlusconi, che dall’interno del governo critica il premier. In Italia le parole contano poco, ma quella dichiarazione di Bossi è stata molto pesante, è come se avesse detto che l’Italia ha sbagliato tutto e questo è stato un segno di grande debolezza per il nostro Paese.

(Pietro Vernizzi)



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