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SCENARIO/ 2. Il giudice Mikawy: vogliamo "unire" cristiani e salafiti per uscire dall'ideologia

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Scontri tra musulmani e cristiani a Imbaba  Scontri tra musulmani e cristiani a Imbaba

Stiamo progettando di organizzare un’enorme conferenza, sul modello italiano del Meeting di Rimini, invitando il maggior numero di salafiti e di cristiani, soprattutto dalle città nel sud e nel nord dell’Egitto dove ci sono le maggiori tensioni religiose. Per insegnare loro ad accettarsi a vicenda in modo realistico, perché quando le persone si incontrano molti stereotipi finiscono per cadere.

E lei crede che i salafiti accetteranno l’invito?

I salafiti hanno sofferto per 30 anni sotto il passato regime, che usando le leggi d’emergenza ha messo in carcere moltissimi di loro senza nessuna accusa, spesso prelevandoli dalle moschee dove si erano recati solo per pregare. Oggi quindi si sentono come delle vittime, ed è per questo che commettono delle violenze, non solo contro i cristiani ma contro l’intera società, perché il carcere ne ha plasmato il modo di pensare. In questo senso, è Mubarak ad avere creato i salafiti.

Ma è possibile dialogare con i salafiti?

Il nuovo Egitto deve accettare chiunque, anche le persone con idee estreme come loro. Finché non violeranno la legge, non li metteremo in carcere per le loro idee. Quando oggi manifestano, i salafiti vogliono lanciare un messaggio: «Ci siamo anche noi». Dopo avere sofferto per così tanti anni, senza che nessuno cercasse di difenderli, cercano quindi una nuova visibilità. Il tempo, una maggiore libertà e più democrazia saranno il modo con cui risolveremo le tensioni provocate da loro. D’altra parte il governo, la polizia e l’esercito devono avere una mano molto forte nei confronti di chiunque protesta di fronte a una moschea o una chiesa. Queste persone vanno incarcerate senza esitazioni.

Quali segnali positivi vede nel nuovo Egitto?

Dopo la rivoluzione, il dibattito politico è estremamente vivo e in tanti desiderano essere informati sul significato di parole come liberale, moderato, laico, destra, sinistra. Le persone si interessano al dibattito civile 24 ore su 24. Al punto che ormai si dimenticano persino di guardare le partite di calcio, e le assicuro che in Egitto siamo appassionati di calcio almeno quanto in Italia. E questo dopo 30 anni di totale assenza della politica, è meraviglioso.

 

(Pietro Vernizzi)



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12/05/2011 - Cultura (Antonio Servadio)

Cultura: unico strumento per ridurre qualsiasi estremismo in modo incruento e spontaneo.