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IL CASO/ C'è un piano dell'Ue per "espellere" Italia e Francia

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Il Parlamento europeo (Foto Ansa)  Il Parlamento europeo (Foto Ansa)

La richiesta del Governo italiano e di quello francese di riconsiderare la possibilità di reintrodurre controlli temporanei alle frontiere all’interno della zona Schengen, è stata affrontata martedì scorso durante un dibattito presso il Parlamento europeo di Strasburgo.

Nessuno dei due paesi ha mai messo in discussione la bontà del Trattato di Schengen e allo stesso tempo nessuno ne ha mai chiesta una revisione. Eppure la soluzione più gettonata in aula è sembrata essere la cacciata di Berlusconi e Sarkozy dall’Europa. Sarebbero loro, infatti, i colpevoli di non agire in conformità con lo spirito europeo, sulle spalle dei rifugiati.

Fortunatamente, la sinistra europea non ha trovato un alleato negli organi esecutivi dell’Unione: sia il Presidente Barroso che il Commissario Malmstrom hanno murato ogni tentativo di screditare Roma e Parigi agli occhi dei cittadini europei. Già la scorsa settimana Barroso, durante un vertice del Ppe a Palermo, aveva dichiarato che “libera circolazione e sicurezza sono due facce della stessa medaglia e possono essere compatibili” - “il problema è europeo e non di una sola nazione”.

Serve quindi un equilibrio tra il diritto a circolare liberamente nello spazio Schengen e la circolazione indiscriminata dei clandestini. Il trattato di Schengen costituisce un grande successo per l’Europa, anche perché si tratta di qualcosa che i cittadini europei possono toccare con mano ogni volta che si mettono per strada. La libertà di movimento non deve essere in alcun modo in discussione.

Allo stesso tempo sarebbe un peccato mortale fare finta di niente rispetto a quello che sta accadendo in Nordafrica, dove la disoccupazione di massa continua ad alimentare un flusso epocale di persone che approderanno da qui ai prossimi anni sul nostro territorio. Il sistema in vigore, se interpretato nella maniera giusta e se accompagnato da un vero partenariato euro-mediterraneo, sarebbe adeguato a rispondere a queste nuove problematiche. Abbiamo lottato per anni affinché nascesse uno strumento, vero, di controllo delle frontiere dell’Unione europea. Da diversi anni esiste infatti “Frontex”, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea.



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COMMENTI
13/05/2011 - se i politici. . . (Fabrizio Terruzzi)

se i politici (non solo italiani ma europei in generale) fossero dotati di un minimo di intelligenza, cosa che notoriamente non hanno, altrimenti farebbero un altro mestiere, avrebbero già capito che chi arriva a Lampedusa non pensa di sbarcare in Italia quanto in Europa ovvero nella sua punta più meridionale. Che ci sia o meno Schengen poco cambia: in un modo o nell'altro i clandestini troveranno sempre modo di valicare le frontiere e solo i signori politici di cui sopra si illudono che ciò possa non accadere.