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SCENARIO/ In Pakistan l’ultima prova di debolezza di al Qaeda?

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Sostenitori di Al Qaeda in Pachistan (Foto Ansa)  Sostenitori di Al Qaeda in Pachistan (Foto Ansa)

Per anni, infatti, la strategia terroristica si è rivolta, oltre che contro obiettivi occidentali, contro quegli stessi regimi che governano nella maggior parte dei paesi del Medio Oriente. E’ questo il caso degli attacchi all’Arabia Saudita, la cui famiglia reale è accusata di essere collusa e complice delle politiche degli Stati Uniti, così come era il caso dell’Egitto di Mubarak. Quest’ultimo, soprannominato “il Faraone”, era oggetto di ripetute critiche da parte di al-Qaeda e del suo numero due (dopo la morte di Bin Laden possibile numero uno), l’egiziano al-Zawahiri. Il governo egiziano è sempre stato accusato di essere complice delle politiche israeliane nei confronti della popolazione palestinese e di costituire una sorta di quinta colonna degli interessi occidentali nell’area mediorientale. Più di una volta, l’ultima nel gennaio di quest’anno con l’attentato a una chiesa copta nei pressi di Alessandria d’Egitto, i movimenti terroristici hanno tentato di perseguire lo scopo della destituzione di Mubarak tramite la violenza indiscriminata e il tentativo di gettare il paese nel caos. Negli anni precedenti obiettivi del terrorismo sono state le località turistiche sul Mar Rosso, oltre che altri attacchi contro le comunità cristiane copte del Paese.
La lotta trentennale del terrorismo, in questo senso, non è però riuscita ad ottenere quanto ottenuto in venti giorni di assedio di Piazza Tahrir da parte della popolazione egiziana. La destituzione di Mubarak per mano (o, se non altro, per concorso) di una massa popolare composta da giovani, uomini e donne, nel nome degli ideali democratici e senza alcuna ingerenza da parte di al-Qaeda, ha messo in luce la crisi del movimento terroristico. La caduta del regime egiziano per mano di un movimento che potrebbe, al contrario, essere descritto come pacifista, rappresenta la fine dei sogni di al-Qaeda di radicarsi all’interno delle società arabe e il fallimento della sua strategia terroristica. Il possibile monopolio della scena politica legata all’islam da parte di movimenti legati alla Fratellanza Musulmana potrebbe rappresentare il passo finale verso la sconfitta di al-Qaeda, nella misura in cui i valori della cultura musulmana potrebbero divenire parte attiva all’interno di un processo di democratizzazione (lungo e, comunque, non ancora assicurato) tramite l’Islam politico e moderato, piuttosto che strumentalizzati dal radicalismo qaedista.



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