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SCENARIO/ 1. Farouq: ecco perché il piano Obama può riportare la pace in Medio oriente

Pubblicazione:lunedì 23 maggio 2011

Il presidente Usa Barack Obama (Ansa) Il presidente Usa Barack Obama (Ansa)

«Il discorso di Obama sul Medio Oriente segna una svolta decisiva. Sul ruolo degli Usa nella primavera araba le teorie cospirazioniste si sono sprecate. Ma i politici vanno giudicati per le loro azioni, non per le loro intenzioni. E quella di Obama è una risposta positiva alla realtà, completamente nuova, nata dalle rivolte nel mondo arabo». Wael Farouq, professore dell’American University del Cairo, commenta così il discorso del presidente Usa sul futuro del Medio Oriente.

Obama è stato «bocciato» tanto da Netanyahu quanto da Hamas. Perché invece lei lo promuove?

Gli Usa in passato, a causa della loro doppiezza, hanno sostenuto a lungo il fondamentalismo e la violenza. Il loro comportamento era completamente in contraddizione con i loro principi, ed è questo che ha suscitato la sfiducia dei popoli arabi nei confronti degli americani. Anche se le richieste dei popoli arabi, emerse alla luce durante la rivoluzione, non erano altro che democrazia, libertà e dignità. Tutti valori in perfetta armonia con i principi americani, occidentali e umani in generale. Per la prima volta, grazie al discorso di Obama, un presidente americano conferma che i principi vengono prima degli interessi.

In realtà a parole questo lo dicono tutti. Perché ritiene che ci sia una svolta sostanziale?

Perché in passato gli Usa hanno sostenuto le dittature del Medio Oriente. Non puoi affermare di fare la guerra per amore della democrazia, come faceva Bush, e poi appoggiare certi regimi. Questa contraddizione ha fatto sì che i popoli arabi nutrissero una profonda sfiducia nei confronti degli Usa. E questo tra l’altro è stato uno degli ostacoli principali alla pace tra arabi e israeliani.

Che cosa ha fatto Obama di veramente nuovo?

La cosa più importante: ha risposto alla nuova realtà nata in Medio Oriente con la primavera araba. Sono certo del fatto che la dinamica di questa rivoluzione continuerà a svilupparsi. Nessun programma «preconfezionato» potrà adattarsi alla realtà della società araba. Per la prima volta da decenni gli arabi hanno preso l’iniziativa e fatto il primo passo. Tutto ciò che chiediamo al governo americano e all’Occidente è quindi di rispondere in modo positivo a questa iniziativa.

Secondo alcuni, Obama starebbe solo cercando di «cavalcare la tigre» delle rivolte...


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