BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MANOVRE/ La nuova Pax di Obama e Cameron che "dimentica" l'Europa

Pubblicazione:giovedì 26 maggio 2011

Barack Obama insieme a David Cameron (Ansa) Barack Obama insieme a David Cameron (Ansa)

La questione in gioco è ovviamente un’altra, ma l’orizzonte politico-culturale è ancora quello dei tempi di Churchill e di Roosevelt: se, forti della nostra comune tradizione democratica e dei nostri comuni valori civili noi Stati Uniti, noi Gran Bretagna sapremo operare in stretta intesa, sarà possibile costruire una nuova pax mediterranea al di là del tramonto delle dittature arabe (sin qui da noi stessi sostenute, avrebbe dovuto aggiungere, ma ovviamente non l’ha fatto) e al di là di ciò che vuole o non vuole Israele. La questione è tutta tra Washington e Londra; nel discorso non c’è il minimo cenno all’Unione europea, di cui pure il Regno Unito è uno dei membri principali.

Preso a se stante il ragionamento non fa una grinza. Il problema è che appunto il quadro d’insieme non è più quello rigorosamente nordatlantico che si affermò con la vittoria degli Alleati nella Seconda guerra mondiale. Pur continuando ad essere di gran lunga la potenza con la maggior forza militare, come tutte le più recenti crisi hanno dimostrato (da quella irachena a quella afghana) gli Stati Uniti non sono più in grado di effettuare degli interventi risolutivi. Al contrario ogni volta complicano le crisi in cui intervengono, restandovi sempre più impantanati.

L’esperienza sta dimostrando che le crisi si possono affrontare con buone probabilità di successo soltanto nella misura in cui si usano strumenti più complessi e più articolati della sola opzione militare. E questo implica la mobilitazione di energie, di risorse non solo economiche ma anche umane, e di esperienze che vanno ben oltre l’asse Washington-Londra. Gli Usa e la Gran Bretagna ci vogliono, sarebbe non solo inopportuno ma anche ingenuo negarlo, ma da soli non bastano. E si deve anche fare in fretta a cambiare registro, innanzitutto nel caso della Libia; prima che, col sopraggiungere dell’inverno in Europa, la domanda ben poco flessibile di gas naturale per il riscaldamento renda sempre meno sopportabile l’incancrenirsi senza sbocco del conflitto in corso.

 

http://robironza.wordpress.com/

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.