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MORTO BIN LADEN/ 1. Wood (Usa): vittoria simbolica, il pericolo è la crisi economica

Pubblicazione:martedì 3 maggio 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 3 maggio 2011, 21.25

Osama Bin Laden (Ansa) Osama Bin Laden (Ansa)

«E’ una vittoria straordinaria della politica estera degli Stati Uniti. L’entusiasmo con cui gli americani sono scesi in strada a festeggiare è naturale, molti di loro hanno avuto un amico o un parente morto combattendo in Afghanistan, e il ricordo delle vittime dell’11 settembre è ancora vivo». Joseph R. Wood, Senior Resident Fellow del German Marshal Fund ed ex assistente del vicepresidente repubblicano, Dick Cheney, commenta così la morte di Osama Bin Laden, ucciso domenica nel suo covo-fortezza ad Abbottabad in Pakistan.

Wood, perché il cadavere di Bin Laden è stato sepolto nel mare in tutta fretta? Forse il presidente Obama voleva nascondere qualcosa?

No, io sono convinto che il rapporto ufficiale fornito sulla morte di Bin Laden sia veritiero. Gli Stati Uniti non avrebbero mai dato una notizia simile, se non fossero stati assolutamente certi del fatto che questa morte era quella di Bin Laden. Presumo quindi che sia stato sepolto in mare da qualcuno che pensava fosse in accordo con la pratica islamica. Ipotizzo inoltre che sia stato sepolto abbastanza in fretta per evitare la possibilità che i suoi sostenitori si raccogliessero dove c’era il suo cadavere, e per rendere chiaro che la storia di Bin Laden è finita una volta per tutte.

Ma perché è stato ucciso proprio ora, con la popolarità del presidente Obama in calo vertiginoso?

Gli Stati Uniti hanno raggiunto Bin Laden il più rapidamente che hanno potuto. Questo ha richiesto uno sforzo enorme, quasi dieci anni dall’11 settembre, anche se in realtà lo sforzo americano per cancellare Al Qaeda era iniziato già prima dell’11 settembre. Non si è scelto quindi questo momento, ma appena tutte le informazioni necessarie per l’operazione sono diventate disponibili, le forze americane hanno subito cercato di trovarlo e di prenderlo, e nel corso dell’operazione è morto.

Si aspettava che la gente negli Usa festeggiasse con tanto entusiasmo?

Penso che ce lo potevamo aspettare, dopo tutti i soldati americani rimasti uccisi nel corso delle operazioni in Afghanistan. Molte persone hanno perso familiari e amici nei combattimenti. Questa quindi è una reazione normale e naturale, da parte di persone che celebrano quella che percepiscono come una vittoria militare. Le persone sono infatti convinte che questa sia una vittoria militare degli Stati Uniti, ed è per questo che stanno manifestando. Inoltre in tutto il Paese è ancora molto vivo il ricordo delle vittime dell’11 settembre 2001, e degli effetti che l’attentato provocò negli Stati Uniti.

La strategia Usa della lotta al terrorismo cambierà in modo significativo?


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COMMENTI
03/05/2011 - il fine giustifica i mezzi ? (francesco scifo)

Quando, anni or sono, si vedeva un famoso film (La notte dell’aquila) in cui i tedeschi volevano uccidere Churchill,la sola idea che fosse stato possibile, per uno Stato, mandare dei militari travestiti da commandos ad uccidere un avversario politico a sangue freddo era respinta dalla nostra coscienza come un fatto terribile, che solo un regime dittatoriale come quello nazista poteva inventarsi. Dopo il film moderno di Tarantino (Bastardi senza gloria) che ripropone, al contrario, questa soluzione l’idea pare meno assurda ai più, come dimostrano alcuni titoli di quotidiani dei giorni scorsi. Può sostenersi che se il fine è ritenuto giusto dall’Esecutivo o dal Parlamento di turno anche il mezzo dell’omicidio diventa giuridicamente legittimo per liberarsi di un avversario? Sembra quasi che le democrazie usino gli stessi mezzi del terrorismo.

 
03/05/2011 - Ipotesi (Diego Perna)

Potrebbe anche essere stato preso vivo e portato al sicuro per essere interrogato,anche torturato, e questo non è che si può andare a dire in giro.