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MORTO BIN LADEN/ 1. Wood (Usa): vittoria simbolica, il pericolo è la crisi economica

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Osama Bin Laden (Ansa)  Osama Bin Laden (Ansa)

Non penso che la strategia americana cambierà di molto. Come ha sottolineato il presidente Obama, Al Qaeda rimarrà una minaccia, continuerà a cercare di attaccare obiettivi in Europa e Stati Uniti, continuando a usare posti come Yemen, Sudan, Pakistan per pianificare i suoi attentati e trovare risorse per portarli a termine. E quindi la strategia anti-terroristica degli Stati Uniti rimarrà sostanzialmente la stessa. Anche se resta il fatto che la morte di Bin Laden è una vittoria significativa ed enorme sul piano della politica estera.

Di chi è il merito dell’uccisione di Bin Laden?

Certamente il presidente Obama ha intensificato gli sforzi per trovare Bin Laden, e quindi ha i suoi meriti. Mentre il merito della precedente amministrazione è stato quello di avere indebolito Bin Laden e Al Qaeda e averli costretti in una posizione dalla quale la loro strategia non era più così efficaci come in precedenza. E’ stato quindi uno sforzo molto prolungato nel tempo, che non si è limitato al mandato dell’attuale amministrazione.

Obama però ha avuto successo. Con questa mossa si è garantito la rielezione?

Certamente il presidente Obama si prenderà il merito di questa lunga ricerca per catturare Bin Laden, e del fatto di averla portata a termine con successo. D’altra parte, in questo momento gli americani sono molto più preoccupati per altri problemi, in primo luogo l’economia. Mentre dopo l’11 settembre non si sono verificati attentati terroristici nel territorio Usa, se non alcuni tentativi falliti. Potrebbe quindi non esserci un effetto immediato.

E’ anche una vittoria militare dell’esercito Usa?

Qualcuno negli Stati Uniti lo sentirà come un progresso in Afghanistan, anche se l’uccisione di Bin Laden è avvenuta in Pakistan e sosterrà che ora dobbiamo andarcene più alla svelta dal Paese, perché abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo. Qualcun altro, invece, dirà che questo fa crescere le nostre opportunità di avere successo e di evitare che l'Afghanistan torni ad essere un rifugio per terroristi, e che quindi dobbiamo continuare la guerra. Si tratta perciò di una questione che può essere osservata da due punti di vista opposti. L’uccisione di Bin Laden non farà sì che i talebani si arrendano, ma d’altra parte rafforzerà l’immagine dell’esercito americano tra la popolazione afghana.

Quali saranno invece le conseguenze per i cristiani in Pakistan e negli altri Paesi musulmani?



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COMMENTI
03/05/2011 - il fine giustifica i mezzi ? (francesco scifo)

Quando, anni or sono, si vedeva un famoso film (La notte dell’aquila) in cui i tedeschi volevano uccidere Churchill,la sola idea che fosse stato possibile, per uno Stato, mandare dei militari travestiti da commandos ad uccidere un avversario politico a sangue freddo era respinta dalla nostra coscienza come un fatto terribile, che solo un regime dittatoriale come quello nazista poteva inventarsi. Dopo il film moderno di Tarantino (Bastardi senza gloria) che ripropone, al contrario, questa soluzione l’idea pare meno assurda ai più, come dimostrano alcuni titoli di quotidiani dei giorni scorsi. Può sostenersi che se il fine è ritenuto giusto dall’Esecutivo o dal Parlamento di turno anche il mezzo dell’omicidio diventa giuridicamente legittimo per liberarsi di un avversario? Sembra quasi che le democrazie usino gli stessi mezzi del terrorismo.

 
03/05/2011 - Ipotesi (Diego Perna)

Potrebbe anche essere stato preso vivo e portato al sicuro per essere interrogato,anche torturato, e questo non è che si può andare a dire in giro.