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MORTO BIN LADEN/ 1. Wood (Usa): vittoria simbolica, il pericolo è la crisi economica

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Osama Bin Laden (Ansa)  Osama Bin Laden (Ansa)

Non so se al Qaeda o gli altri estremisti islamici cercheranno di vendicarsi sui cristiani che vivono nei Paesi a maggioranza islamica. Ma di sicuro in passato gli estremisti islamici non hanno mai avuto bisogno di una motivazione ragionevole per attaccare i cristiani. Spero quindi che in questo caso non avvenga lo stesso, ma rimane certamente questa possibilità.

Quali saranno le conseguenze nel Medio Oriente?

Non saranno straordinarie, e dipenderanno da una serie di variabili. In primo luogo, se Al Qaeda deciderà o meno di rispondere attaccando i civili. Inoltre, se gli estremisti islamici di Al Qaeda e di altre organizzazioni scompariranno, o se la situazione li porterà ad aumentare. A condizionare le agitazioni nel Medio Oriente e negli altri Paesi dell’Asia sarà soprattutto quanto Al Qaeda è forte in ciascuno Stato. Nei luoghi dove Al Qaeda ha una presenza significativa, a maggior ragione l’uccisione di Bin Laden è una sconfitta importante.

Cioè in quali Paesi?

Penso che questo sia un colpo per Al Qaeda, ovunque ci si trovi. Se Al Qaeda ha un altro leader, organizzerà manifestazioni e si vendicherà per dimostrare di essere ancora forte e capace di uccidere in Europa e negli Stati Uniti. Non penso però che le conseguenze saranno immediate. Tuttavia, l’uccisione di Bin Laden, un personaggio senza dubbio mitico e carismatico, rappresenta comunque una vittoria significativa contro il terrorismo.

Bin Laden ultimamente aveva solo un ruolo carismatico, o guidava ancora il terrorismo internazionale?

Negli ultimi anni al Qaeda è dovuta cambiare, a causa delle pressioni esercitate dall’amministrazione di Bush e da quella di Obama. Nel corso degli anni Al Qaeda ha cercato comunque di continuare a influire su quanto stava accadendo. Ma naturalmente aveva un potere più debole, pur restando una forza terroristica con l’obiettivo di separare il più possibile il Medio Oriente dall’Occidente, e osteggiando la presenza occidentale nei Paesi islamici. Anche se lo scopo ultimo resta quello di combattere per sconfiggere l’Occidente. Un obiettivo politico che ora è stato rallentato dall’uccisione di Bin Laden.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
03/05/2011 - il fine giustifica i mezzi ? (francesco scifo)

Quando, anni or sono, si vedeva un famoso film (La notte dell’aquila) in cui i tedeschi volevano uccidere Churchill,la sola idea che fosse stato possibile, per uno Stato, mandare dei militari travestiti da commandos ad uccidere un avversario politico a sangue freddo era respinta dalla nostra coscienza come un fatto terribile, che solo un regime dittatoriale come quello nazista poteva inventarsi. Dopo il film moderno di Tarantino (Bastardi senza gloria) che ripropone, al contrario, questa soluzione l’idea pare meno assurda ai più, come dimostrano alcuni titoli di quotidiani dei giorni scorsi. Può sostenersi che se il fine è ritenuto giusto dall’Esecutivo o dal Parlamento di turno anche il mezzo dell’omicidio diventa giuridicamente legittimo per liberarsi di un avversario? Sembra quasi che le democrazie usino gli stessi mezzi del terrorismo.

 
03/05/2011 - Ipotesi (Diego Perna)

Potrebbe anche essere stato preso vivo e portato al sicuro per essere interrogato,anche torturato, e questo non è che si può andare a dire in giro.