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G8/ Geninazzi: i "Grandi" senza strategia su Libia e Siria brancolano nel buio

Il presidente USA Barack Obama (Ansa) Il presidente USA Barack Obama (Ansa)

Nello Yemen ormai siamo alla guerra civile con decine di morti tutti i giorni, mentre in Siria le vittime hanno superato il migliaio. Per non parlare della Libia, dove da tempo si dice che Gheddafi ha le ore contate, ma a due mesi dall’inizio dei bombardamenti nessuno sa in modo chiaro come andrà a finire. Rispetto a tutte queste questioni il G8 ha fatto le solite dichiarazioni di intenti, senza formulare una strategia politica per tutta l’area del Maghreb e dei Paesi arabi. La visione di Obama secondo cui la democrazia non deve andare a discapito della stabilità è chiara, ma occorre anche mettere in atto un piano per realizzare questa visione.

Secondo lei quali scelte dovrebbe attuare l’Occidente?

Per la Libia ormai ha già scelto, ma non si vede ancora quale sarà il dopo Gheddafi. Tutti sperano che il rais se ne vada, ma non si capisce ancora come. Se cioè con un esilio volontario, reso difficile da un probabile impeachment della Corte internazionale dell’Aja, o con un’eliminazione fisica. E anche se nessuno lo dice, è questa la speranza dell’Occidente. Proprio per questo, l’unica strategia in corso è quella di continuare e di intensificare i bombardamenti: una scelta che non ritengo particolarmente illuminata. I problemi sono complessi, e proprio per questo i politici dovrebbero preparare un’agenda politica chiara. Non averlo fatto al G8 di Deauville è stata un’occasione persa.

Finché Gheddafi non cade è difficile però immaginare il futuro della Libia…

Al G8 però ci si poteva quantomeno aspettare una riflessione su che cosa abbiano fruttato questi due mesi di bombardamenti, che si stanno avvicinando ai 78 giorni della guerra del Kosovo. Tutti adesso corrono a riconoscere il comitato provvisorio di Bengasi, ma ciò che manca è una visione chiara dello scenario. L’ultima partita di questo poker complicatissimo con Gheddafi non la riesce a immaginare ancora nessuno.

E in Siria quale agenda poteva predisporre il G8?