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G8/ Geninazzi: i "Grandi" senza strategia su Libia e Siria brancolano nel buio

Il presidente USA Barack Obama (Ansa) Il presidente USA Barack Obama (Ansa)

Con la Siria ci si è mossi con grande ritardo e ancora adesso non si sa che cosa fare. Ci si è limitati alle sanzioni che hanno però un’efficacia molto scarsa, perché il Paese è già isolato da tempo. La situazione che si è creata in Siria del resto è assolutamente assurda e inconcepibile, perché non sappiamo nulla di quanto sta avvenendo nel Paese. Abbiamo immagini e informazioni su Twitter e Youtube, ma in Siria non si trova un solo giornalista straniero in grado di testimoniare qual è la vera natura delle rivolte. Il G8 avrebbe quindi dovuto quantomeno chiedere che i giornalisti potessero entrare nel Paese. Siccome le autorità siriane dichiarano che le proteste sono guidate da piccoli gruppi di estremisti islamici, è giusto che lascino che i media internazionali verificassero la veridicità di questa affermazione. Ma nessuno Stato occidentale ha chiesto che ciò avvenisse.

Quali altri temi secondo lei avrebbero dovuto essere affrontati al G8?

Tra gli altri la questione israeliano-palestinese. Obama ha chiesto a Israele di ritornare ai confini del 1967, ma non è questo il vero problema. Quello che occorre è negoziare concretamente sugli «Swap», cioè sugli scambi territoriali tra Israele e Palestina per fare nascere un nuovo Stato. C’è un chiaro impasse che non si riesce a superare, e Obama ha posto solo dei paletti, ma questo evidentemente non basta.

Gli aiuti del G8 corrono il rischio di incoraggiare le rivolte anche nei Paesi arabi rimasti finora tranquilli?

Non credo. In Marocco e Giordania ci sono già stati dei movimenti di protesta, ma le monarchie sono state in grado di attutire i colpi, limitandosi a cambiare i rispettivi governi. L’Arabia Saudita è un Paese assolutamente chiuso e conservatore, dove le proteste sono state stroncate sul nascere. E quanto sta avvenendo ultimamente in Siria e in Yemen non è certo un incoraggiamento a ribellarsi.

(Pietro Vernizzi)

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