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SCENARIO/ 1. Fattah (Fratelli Musulmani): per noi Bin Laden non è un simbolo

Un tatuaggio raffigurante Bin Laden (Ansa) Un tatuaggio raffigurante Bin Laden (Ansa)

Su questo in tutto il mondo esistono due punti di vista. Per alcuni questo atto terroristico così sofisticato non poteva essere organizzato da Bin Laden, isolato com’era nelle caverne di Tora Bora. Bin Laden ha affermato di stare dalla parte degli attentatori, ma la domanda è: «E’ stato lui a preparare i kamikaze, o lo ha fatto qualcun altro?». Quali prove hanno gli Stati Uniti? La maggior parte delle persone detenute a Guantanamo, dopo anni di torture, sono tornate nei loro Paesi: significa che erano innocenti. Dobbiamo quindi gettare le basi per una giustizia autentica in tutto il mondo. Questo vale per Bin Laden, come per chiunque altro, ed è un criterio che non sbaglia mai. Peccato che l’Onu e l’Occidente usino criteri diversi a seconda dei Paesi. Questo crea un’atmosfera di sfiducia tra i popoli.

I salafiti egiziani sono legati ad Al Qaeda...

Non c’è nessun legame tra i salafiti e Al Qaeda. In primo luogo, a differenza di Al Qaeda, i salafiti non usano le armi e la violenza per risolvere le ingiustizie. A volte si comportano in modo scorretto per ignoranza, perché il loro orizzonte è limitato, sono giovani, non hanno studiato e non hanno alcuna esperienza in campo politico. Ma con i salafiti si può discutere, Al Qaeda invece non accetta mai né la discussione né il confronto. L’altro ieri per esempio i salafiti egiziani si sono radunati a migliaia per manifestare contro un’abbazia dei cristiani ortodossi. I Fratelli musulmani hanno mandato una delegazione per discutere, spiegando ai salafiti che quanto stavano compiendo era contrario sia ai precetti dell’Islam sia alla stabilità del Paese. Siamo riusciti a convincerli a ritirarsi e a evacuare la zona. Alle prossime elezioni, i salafiti hanno annunciato l’intenzione di votare per il nostro partito, «Giustizia e libertà».

Che secondo alcuni è un modo con cui i Fratelli musulmani hanno aggirato la legge, che vieta ai movimenti religiosi di presentarsi come partiti politici…

«Giustizia e libertà» è indipendente dai Fratelli musulmani. Lo dimostra in primo luogo la scelta di presentare dei candidati cristiani. E inoltre, il fatto che tutti i vertici del nostro partito, a partire dal presidente Mohammed Mursy, hanno deciso di dimettersi dagli incarichi organizzativi nei Fratelli musulmani. Si prevede che Giustizia e libertà possa prendere tra il 20 e il 35% dei voti, ma presenteremo un numero di candidati pari al 50% dei seggi del Parlamento: in questo modo, anche in caso di vittoria, non conquisteremo mai la maggioranza assoluta dei deputati.

Quale ruolo ha la religione per il vostro partito?

Il nostro programma parla del ruolo essenziale dell’università di Al-Azhar e della Chiesa copta ortodossa per la formazione morale del cittadino egiziano. E’ a questo livello infatti che entra in gioco la religione. Ma noi siamo contrari alla creazione di uno Stato religioso come quello degli ayatollah. Anzi, l’Islam ci obbliga a rispettare le altre religioni e a non ferire i sentimenti di chi le pratica. Siamo inoltre favorevoli alla presenza di ministri cristiani nel governo. Ciò che ci deve guidare nella scelta delle cariche pubbliche deve essere infatti l’efficienza e la competenza, e non l’appartenenza a una religione piuttosto che all’altra.

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
06/05/2011 - Spiraglio di luce (luisella martin)

Le parole dell'esponente politico mi riempiono di gioia. Non penso che le domande siano state insufficienti e non mi pare corretto scandagliare le intenzioni dell'avversario, quando egli parla di pace, di rispetto tra religioni diverse. Io spero proprio che non siano i mussulmani a dovere dare a noi cristiani lezioni di civismo e di democrazia, ma sono pronta ad accettarle, se hanno il sapore della verità!

 
05/05/2011 - due ulteriori domande (francesco scifo)

L'intervista è veramente bella e le risposte del sig. Fattah sono così sensate che nulla si può eccepire contro "Giustizia e Libertà". Avrei formulato però al nostro interlocutore due ulteriori domande e,se mi è permesso, le farei ora. 1) I valori della Giustizia di cui parla, ed in base ai quali avrebbe processato Bin Laden, sono quelli laici o quelli religiosi? 2)Cosa pensa il Suo movimento dei diritti della persona e che ruolo avrebbe nella Sua proposta politica la difesa dei diritti individuali?