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UK/ Una riforma elettorale per mettere fine alla moda dei “candidati sicuri”

Parlamento di Londra Parlamento di Londra

L’AV è basato su un uso esteso delle preferenze, perché gli elettori sono invitati a mettere i candidati in ordine di preferenza. Se, con le preferenze attribuite come prima scelta nessun candidato raggiunge il 50% più uno dei voti, il candidato con minori preferenze in assoluto viene eliminato e le sue preferenze distribuite secondo le preferenze espresse come seconda scelta. Si continua così fino a che un candidato raggiunge la maggioranza delle preferenze. 

Quali sono i vantaggi dell’AV? I suoi sostenitori, principalmente Lib-Dem e Laburisti, dicono che così si porrebbe fine ai “candidati sicuri”, che i parlamentari sarebbero spinti a lavorare più seriamente, e che il sistema sarebbe più corretto permettendo agli elettori di ordinare le proprie preferenze tra i vari candidati. Gli oppositori sostengono che si tratta di falsi miti, perché il posto sicuro” può essere assicurato con qualunque sistema, e anche il maggior lavoro di parlamentari è poco più di un pio desiderio. C’è invece il rischio che finiscano per annacquare le loro proposte per accaparrarsi il consenso di chi altrimenti non voterebbe per loro. In più, il sistema non sembrerebbe così corretto nei confronti degli elettori, visto che le terze o quarte preferenze sono trattate alla pari delle prime, che gli elettori considerano senza dubbio le più importanti..

Un sistema simile è applicato in Australia, Fiji e papua Nuova Guinea, ma i sondaggi sembrano mostrare qualche insofferenza da parte degli elettori australiani. Per quanto riguarda il Regno Unito, i sondaggi sembrerebbero indicare una tendenza a rifiutare il nuovo sistema. In effetti non è facile liberarsi di un sistema che si è dimostrato efficace per così lungo tempo, dando stabilità ai governi britannici. Questa potrebbe essere una ulteriore conferma del carattere conservatore dei britannici nelle questioni istituzionali, che, come per l’euro, non hanno molta voglia di assumere il rischio di passare da istituzioni lungamente sperimentate a istituzioni che paiono sperimentali ed estranee.

 (Arianna Capuani)

 

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