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Esteri

SCENARIO/ 1. Khouri (Daily Star): morto Osama, il Binladenismo è ancora vivo

Un palazzo sventrato da un'autobomba a KabulUn palazzo sventrato da un'autobomba a Kabul

Sì. In realtà era indebolito già prima che le proteste iniziassero. Ma con l’inizio delle manifestazioni è diventato ancora più evidente che l’ampia maggioranza degli arabi respingevano la sua ideologia e i suoi metodi. Le folle scese in piazza per protestare non erano composte da persone interessate ad attaccare gli Stati Uniti, quanto piuttosto a riformare le loro società, rafforzare la democrazia e migliorare la qualità della vita nei loro Paesi. Questa scelta rappresenta un grandissimo rifiuto dei metodi e del messaggio del Binladenismo.

Ma allora perché il Binladenismo continua a rappresentare una minaccia?

Come ho anche scritto nel mio editoriale, la stragrande maggioranza dei musulmani ha ritenuto che la risposta di Bin Laden fosse insensata. Ma, fatto ancora più importante, una maggioranza palese di arabi, musulmani e cristiani, così come molti altri musulmani di tutto il mondo, ha condiviso le rivendicazioni di fondo e avvertito le stesse ingiustizie sottolineate da Bin Laden. La caratteristica politicamente importante non è infatti il modo con cui Osama Bin Laden ha cercato di perseguire le sue rivendicazioni, ma il fatto che queste stesse rimostranze sono state e rimangono ampiamente condivise in tutto il mondo arabo-islamico. E questo lascia aperta la porta al pericolo che altri Bin Laden si materializzino.

Ma a quali rimostranze si riferisce nello specifico?

Ci sono principalmente tre problemi interconnessi che Al Qaeda ha definito come le politiche predatorie dell’America e dell’Occidente per dominare il mondo islamico con i loro eserciti, le loro economie e le loro culture; l’assalto di Israele ai diritti dei palestinesi, dei libanesi e degli altri arabi, con il pieno sostegno dell’Occidente; e infine la leadership abusiva e non musulmana degli Stati arabi di polizia, che erano supportati in modo strutturale dagli Stati Uniti e dalle altre potenze occidentali.

Quali sono oggi i fattori che possono portare a un rafforzamento di Al Qaeda?

Se guardiamo alla storia di questo gruppo, dobbiamo osservare che il principale catalizzatore della nascita iniziale e dell’espansione di Al Qaeda è stata la presenza di eserciti stranieri nelle società islamiche: i militari sovietici in Afghanistan e quelli americani in Arabia Saudita. E quindi rimuovere gli eserciti americani, britannici e di altri Paesi stranieri dai Paesi a maggioranza islamica potrebbe rappresentare il cardine per la sconfitta e la disintegrazione di Al Qaeda e dei suoi cloni.

Lo stesso discorso vale anche per l’intervento occidentale in Libia?