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CASO BATTISTI/ Quella volta, a Copacabana, con Lula in albergo da Sarkozy…

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La vicenda, lo stesso Berlusconi lo affermò, rimase del tutto fuori dal lungo colloquio con Lula  protrattosi per oltre un’ora in cui invece si sarebbe ampiamente discettato di commesse economiche, di calciatori carioca del Milan e - pare - dell’avvenenza delle giovani brasiliane. Si diede da fare anche l’editore-direttore dell’Avanti Valter Lavitola, in affari in Brasile (quello che indagava contro Fini, ricordate?) ad alleggerire l’agenda della visita del premier, organizzando per lui, si favoleggia, una serata con ballerine brasiliane. In questo contesto, chiedo, che idea si deve aver fatto Lula, che la vicenda Battisti era in cima alle preoccupazioni del nostro governo, forse? Ma allora, a che è servita la sollecitazione che il presidente Napolitano aveva fatto all’amico Lula, ospite del Quirinale durante alla cena del G20 (a latere del G8) se poi il governo con il suo massimo esponente mostra un così palese disinteresse sulla vicenda?

Così Lula si è chiarito definitivamente le idee: si trattava solo di portare avanti la storiella fino a fine mandato per poi confermare il no all’estradizione da tempo deciso, e così ha fatto. Quella visita di Berlusconi, in realtà. era stata a lungo rinviata proprio per l’imbarazzo sulla vicenda Battisti. Poi, però, c’è stato un colpevole calo di attenzione dei media italiani, anche ad Alberto Torregiani - figlio di Pierluigi il gioielliere assassinato dal gruppo di Battisti e costretto da allora sulla sedia a rotelle - è stato chiesto di avere pazienza e tacere.

Torregiani, va ricordato, esponente del movimento di Daniela Santanché, a lei aveva chiesto di incontrare Berlusconi prima della visita in Brasile e della stipula del trattato di cooperazione, ma gli era stato chiesto di pazientare. Nel frattempo il trattato - come detto - è stato stipulato senza disturbare i manovratori e, giusto per la cronaca,  alla Santanché è arrivata nel frattempo la promessa nomina a sottosegretario.

Così, quando - il 31 dicembre - la decisione finale e negativa di Lula è arrivata, la manifestazione di protesta di piazza Navona capeggiata proprio dalla Santanché (con il premier che finalmente, quando è tardi, accetta di incontrare Torregiani in aeroporto) assumeva i contorni di una cinica sceneggiata, così, tanto per far finta di essere indignati.


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COMMENTI
10/06/2011 - Falsi rivoluzionari e veri assassini (spadon gino)

Com'era da aspettarselo Brasilia ha pronunciato il suo no contro l’estradizione di BattistiI. Decisione della quale, ahimé, siamo in parte responsabili. Già qualche tempo fa il Presidente Napolitano aveva lamentato che fosse "mancato qualcosa alla cultura e alla politica italiane per far capire davvero il senso di ciò che accadde negli anni del terrorismo". E il “qualcosa” fu il non aver fatto capire che i cosiddetti "anni bui" non furono gli anni di una "guerra civile", bensì la stagione di uno scontro fra gli uomini di uno Stato democratico e una banda di criminali. Che i brigatisti rossi fossero dei terroristi sanguinari ne abbi consapevolezza quando ascoltai la drammatica telefonata con la quale Moretti diceva alla moglie di Aldo Moro: "Dica ai responsabili della Democrazia cristiana di intervenire altrimenti saremo costretti a uccidere, pur non volendolo, il professore". Mi colpi il garbo, in quel momento surreale, di chi parlava, l'ossequio contenuto in quella parola "professore", il rammarico implicito di dover fare qualcosa che non si voleva fare. Ora questa stessa gente che usava toni così pacati parlando di un potente, o di un ex potente, non aveva esitato ad ammazzare pochi giorni prima, senza tanti “riguardi”, cinque uomini della sua scorta pagati con un tozzo di pane. Non ebbi bisogno di analisi di cause e di fini per capire che ci trovavamo di fronte a delinquenti della peggior specie che credevano di nobilitarsi col nome di "combattenti del popolo".KGLN8

 
10/06/2011 - aut dedere aut iudicare (francesco scifo)

La mancata estradizione del terrorista italiano dal Brasile conferma che, sul piano delle misure di contrasto del fenomeno terroristico, al di là delle misure di polizia finanziaria, d’intelligence, militari, appare riduttivo puntare solo sull’istituto dell’estradizione dei rei. Andrebbero valorizzati definitivamente gli istituti dell’arbitrato internazionale (ciascuno degli Stati interessati nomina un arbitro e gli arbitri designati nominano un terzo arbitro e tale corte giudicherà la natura del reato imputato all’estradando). Tale soluzione è proponibile ad esempio al Brasile; oppure si dovrà dare vigore al noto principio dell’aut dedere aut iudicare: o lo Stato consegna il terrorista, o si impegna a giudicarlo lui stesso davanti a una sua corte penale.

 
10/06/2011 - cOME DIFENDERCI DALL'OSTILITA' FAZIOSA? (celestino ferraro)

CESARE MARTINETTI “Il ritorno in libertà di Cesare Battisti segna l’ultimo atto di una vicenda che si chiude con una sconfitta totale dell’Italia. Non solo per la giustizia negata di cui si lamenteranno - a ragione - i parenti delle vittime di Battisti e della sua banda (i Pac, proletari armati per il comunismo). Ma anche e soprattutto per il vuoto di credibilità internazionale del nostro Paese” … Mi sembrava impossibile che il salmo cantato non finisse imprecando contro il Cavaliere. Menomale che l’epidemia di Escheria Coli è scoppiata in Germania, altrimenti al Cavaliere sarebbe stata addossata anche la responsabilità dell’untore. È questo lo stato dell’arte nel nostro Paese e non c’è firma di prestigio che non si diletti a commentare sulle incapacità del Cavaliere a scorreggiare in sordina. Cesare Battisti, gentiluomo del terrorismo rosso, fuggito dalla Francia in Brasile per sottrarsi a 4 ergastoli comminatigli dalla Giustizia italiana, trova in Brasile il mallevadore della sua ignominia, tal Lula, capo dello Stato brasiliano, mezzo tappo barbuto e facinoroso, fedifrago degli impegni internazionali sottoscritti a tutela del diritto umanitario: e la colpa di chi è? Del Solito Berlusconi che non ha saputo farsi rispettare. Come con Gheddafi al quale il Cavaliere baciò ragionatamente la mano (Quarantamila extracomunitari scaricati su Lampedusa). Cosa significa? È legittimo che le penne di molti quotidiani si dilettino a t

 
10/06/2011 - guardo i nostri politici e... (francesco taddei)

una tristezza così forte mi prende che le forze vanno via.

 
10/06/2011 - BASTA L'INDIGNAZIONE? (Stefano Giuliani)

Il pluriomicida C. Battisti, protetto dai fans del totalitarismo sinistro (che vive e vegeta rigoglioso nelle tv e in internet, senza dimenticare le scuole) guardato di sbieco dal "debole" Governo Italiano (ma è responsabilità solo di S. Berlusconi & Co. o riguarda anche i Sigg. A. Ciampi e R. Prodi?)si dà alla macchia ancora una volta, e noi ci indigniamo. Può bastare? Mi ricordo quell'uomo solo davanti ai carri armati il 5.6.1989 in piazza Tien An Men e le tenacia del Governo Israeliano nel perseguire i criminali nazisti alla macchia. NON PUO' BASTARE L'INDIGNAZIONE E NON POSSIAMO LASCIARE SOLE LE FAMIGLIE VITTIME DEL TERRORISMO ITALIANO DEGLI ANNI DI PIOMBO, un saluto, STEFANO