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IL CASO/ L'altra verità sulla guerra della Nato (e dell’Italia) contro Gheddafi

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Bombardamenti su Tripoli (Ansa)  Bombardamenti su Tripoli (Ansa)

Le racconto un episodio di questi giorni. Siccome sono l’unica italiana rimasta a Tripoli, mi hanno chiesto di raccontare la mia testimonianza in tv. Non mi hanno chiesto prima che cosa volessi dire, ma mi hanno mandata in onda in diretta lasciandomi dire liberamente tutto quello che volevo. Mentre a Pasqua, quando sono tornata a Firenze, una tv italiana che non cito mi ha intervistata, e siccome non seguiva la linea del governo italiano, ha deciso di non mandarla in onda. Mi domando se sia questa la nostra democrazia.

Quali sono secondo lei le vere ragioni per cui la Cirenaica si è ribellata a Gheddafi?

In primo luogo va sottolineata una cosa: la rivolta della Cirenaica è iniziata il 17 febbraio, cioè nel giorno dell’anniversario degli attacchi al consolato italiano di Bengasi per la vicenda della maglietta di Calderoli. Quindi questa è una cosa che dovrebbe farci molto riflettere.

Intende dire che i ribelli non sono poi così amici dell’Italia come vogliono farci credere?

Esattamente. Inoltre la rivolta è stata palesemente appoggiata dall’Inghilterra e dalla Francia, perché erano due Paesi che in Libia facevano pochi affari. Chi faceva gli affari in Libia erano infatti gli italiani, i russi, i cinesi, i turchi, e a Francia e Inghilterra restavano solo le nostre briciole.

(Pietro Vernizzi)



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