BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARI/ Perchè c'è il fantasma di Assad dietro l'ultimo governo libanese?

Nagib Mikati e il presidente Suleiman il giorno della formazione del governo (Ansa) Nagib Mikati e il presidente Suleiman il giorno della formazione del governo (Ansa)

Il gabinetto entrato in carica mercoledì scorso è una formazione fragilissima, composto esclusivamente da esponenti dell’8 marzo - cosa di per sé pericolosissima in un paese che si fonda sull’equilibrio di tutte le componenti del sistema politico - che difficilmente sarà in grado di occuparsi dei problemi economici e sociali, come oggi il nuovo premier ha annunciato, ma che sicuramente in questo momento serve alla Siria per proteggersi da una eventuale rimonta dei sunniti libanesi.

Damasco teme, infatti, che questi ultimi potrebbero allearsi con i sunniti siriani, principale componente del movimento rivoluzionario che da oltre 3 mesi chiede la fine del potere alawita di Bashar al Assad. E così, mentre resta indifferente di fronte alle pressioni internazionali che lo invitano a fermare la repressione interna e rilancia la sua campagna mediatica, mostrando migliaia di manifestanti pro-Assad che sfilano per le vie di Damasco, il regime siriano segna un successo diplomatico non indifferente, un messaggio fortissimo per la comunità internazionale e la Lega Araba, facendo chiaramente comprendere quanto, in barba alla legittimità negata dal suo popolo, la Siria sia ancora in grado di modellare l’assetto regionale. 

© Riproduzione Riservata.