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LIBIA/ Bossi si allea con Gheddafi e "spacca" il Pdl

A Pontida Umberto Bossi ha chiesto a Berlusconi di porre fine alle missioni militari all’estero e ai bombardamenti sulla Libia, aprendo un problema reale. Il punto di ROBI RONZA

Aerei in parteza per la Libia (Imagoeconomica) Aerei in parteza per la Libia (Imagoeconomica)

A Pontida Umberto Bossi ha chiesto a Berlusconi di porre fine alle missioni militari all’estero e ai bombardamenti sulla Libia; e dopo di lui Maroni ha ribadito con forza che fino a quando in Libia c’è la guerra non c’è nulla di concreto che si possa fare per fermare l’afflusso di immigranti illegali dalle coste libiche a Lampedusa.

Com’è nel linguaggio e nella cultura politica della Lega Nord, tali richieste sono state tutte ancorate a esigenze immediate di ordine interno: rispettivamente l’urgenza di ridurre la spesa pubblica (le missioni militari all’estero costano centinaia di milioni di euro) e di dare risposta al disagio dei territori e dei ceti sociali che si trovano immediatamente a fare i conti con i problemi che l’immigrazione illegale provoca innanzitutto per motivi oggettivi, quali che siano le buone ragioni soggettive di questo tipo di immigrante. Com’è nel linguaggio di Bossi, o più precisamente nel suo stile oratorio, tali richieste sono state espresse in quel modo grezzo e schematico che irrita molti, ma tanto piace al grosso dei suoi elettori.

Sarebbe però un errore ignorare per questo la sostanza delle questioni, sulle quali non si può non essere d’accordo. Rinviando a un’altra occasione un’analisi del problema dell’immigrazione illegale, che è ben più ampio e complesso di quanto di solito si vuol far credere, ci soffermiamo qui sui casi delle missioni militari e della Libia. È vero che le nostre missioni militari all’estero implicano dei costi umani e dei costi economici sproporzionati  rispetto sia alle risorse del bilancio dello Stato italiano, sia a quelle che dovrebbero essere le priorità della politica estera di un Paese come il nostro.

In quanto poi alla partecipazione alla guerra contro la Libia di Gheddafi (ma poi in realtà contro la Libia in quanto tale) siamo addirittura al paradosso: contribuiamo allo sforzo per provocare una destabilizzazione della quale, in quanto primo partner commerciale di Tripoli, saremmo poi i primi a fare le spese. Senza ridire qui in dettaglio quanto su ilsussidiario.net abbiamo cominciato a scrivere sin dall’inizio della crisi libica, non possiamo però non sottolineare ciò che i fatti non smettono di confermare.


COMMENTI
20/06/2011 - Meglio Gheddafi o i Talebani? (celestino ferraro)

Non potrà mica allearsi con i talebani, cosa che è in trattative fra Obama e Kabul. Le migliaia di morti, giovani che hanno risposto all'appello della democrazia, son serviti. Una miserabile fine a questo delinquente che manovra le disgrazie dell'Occidente.