BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

SIRIA/ Così Europa e Usa hanno regalato l’impunità ad Assad

In Siria continuano le repressioni da parte del regime (Ansa)In Siria continuano le repressioni da parte del regime (Ansa)

Oltre a non convincere la popolazione siriana, le parole di Assad hanno lasciato insoddisfatta anche la comunità internazionale e in particolar modo l’Unione europea. Al termine del discorso del rais, alla periferia della capitale e nella città costiera di Latakia i manifestanti sono scesi in piazza per esprimere il proprio dissenso. Da parte sua l’Ue si prepara a rinforzare le sanzioni nei confronti del governo di Damasco se Assad non dovesse attuare le riforme promesse. Una commissione di esperti dei 27 Paesi membri potrebbe a breve presentare una nuovo pacchetto di misure restrittive.

A causa della crisi umanitaria, si complicano anche i rapporti tra Damasco e Ankara: per far fronte all’emergenza, la Mezzaluna Rossa turca ha aperto un corridoio di aiuti al confine tra i due Paesi. E, nei giorni scorsi, il premier Recep Tayyip Erdogan aveva condannato l’operato dell’“amico” Assad, accusandolo di aver compiuto atrocità sul suo popolo.

Qualcosa si muove anche all’interno dell’Onu. Il presidente russo Medvedev ha escluso la possibilità di appoggiare una risoluzione che promuova l’intervento in Siria. Dopo essersi astenuta dal voto di marzo che ha dato il via alle operazioni militari in Libia, la Russia ha accusato l’Onu di aver passato i limiti del mandato. “In Siria non accadrà la stessa cosa”, ha detto Medvedev. Stessa posizione condivisa dalla Cina.

La crisi siriana non preoccupa solo l’Occidente, anche il mondo arabo guarda con apprensione agli eventi del Paese, come conferma il segretario uscente della Lega Araba, Amr Moussa. E parla della necessità da parte dei Paesi arabi di assumere una “posizione compatta”.

La guerra ancora in corso in Libia certo non facilita una presa di posizione da parte della comunità internazionale. Soprattutto perché la situazione sta rivelandosi molto più complicata da risolvere di quello che si pensava prima dell’intervento. Certo è che, nonostante lo spauracchio libico, l’Occidente non potrà permettersi di stare a guardare ancora per molto.

 

(Sara Zolanetta, Equilibri.net)

 

© Riproduzione Riservata.