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Esteri

IL CASO/ Sbai: Marocco, il "fallimento" della primavera araba

Il recente discorso del re del Marocco, Mohammed VI, segna una svolta nel panorama delle trasformazioni, ancora così incerte, degli stati del Maghreb. SOUAD SBAI

Scontri in Egitto durante la rivoluzione (Ansa)Scontri in Egitto durante la rivoluzione (Ansa)

Il recente discorso del re del Marocco, Mohammed VI, rappresenta una svolta storica. Ma non dobbiamo rimanerne così stupiti, visto che la via, già tracciata da tempo, ha messo radici solide nella visione dello stato e della società che il popolo marocchino ha ormai pienamente maturato. Insomma, i cittadini erano pronti per ciò che sarebbe stato comunicato loro dal Re, perché integrava solamente un modo di pensare ormai divenuto consuetudine. Gli articoli di questa fondamentale riforma altro non fanno, quindi, se non certificare una realtà di fatto già pienamente acquisita. Uguaglianza totale fra uomo e donna, libertà di professare il proprio credo, pienezza di diritti e lotta senza quartiere alle discriminazioni.

Un insieme di elementi così innovativi per il mondo arabo credo non si fosse mai visto e il particolare che mi piace sottolineare è l’operatività che soggiace a queste previsioni. Sì, perché quando si parla di lotta alle discriminazioni, subito dopo si fa riferimento ad una struttura operativa che si occuperà concretamente di portare avanti questa battaglia. È un Marocco straordinariamente diverso rispetto a tutto ciò che lo circonda, quello che emerge da questi articoli, tanto da far passare quasi in secondo piano la riforma politica e strutturale del paese in senso costituzionale, che già di per sé integra un cambiamento profondissimo.

Voglio ricordare che mentre attorno al Marocco infuriano guerre e repressioni di vario genere, sulle quali evito ogni commento per non sviare rispetto al tema, qui è il paese stesso ad avere in sé la rivoluzione, un vento stavolta fresco e nuovo, non stantio come quello che soffia in molti altri paesi, che ad un regime ne sostituiranno un altro.


COMMENTI
23/06/2011 - Preghiamo per il Marocco. (claudia mazzola)

Come mi dispiace per quella gente araba. Stasera vado alla processione cittadina del Corpus Domini, penserò a loro mentre cammino sull'aria dell'Ave Maria