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Esteri

HACKER/ Si scoglie LulzSec, il gruppo che ha colpito la CIA, Sony e il Senato americano

Il gruppo LulzSec, formato da pirati informatici che nel giro di poco tempo hanno attaccato compagnie come la Sony e la Nintendo, ha chiuso definitivamente i battenti

Si è sciolto il gruppo LulzSec (Fotolia)Si è sciolto il gruppo LulzSec (Fotolia)

Il gruppo LulzSec, formato da pirati informatici che nel giro di poco tempo hanno attaccato compagnie come la Sony e la Nintendo, ma anche la polizia britannica e il Senato americano, ha definitivamente chiuso i battenti attraverso un annuncio pubblicato sul social network Twitter. “La crociera di cinquanta giorni è finita. È venuto il momento di salpare”, riferendosi al logo del gruppo in cui è rappresentata una nave: “Noi siamo Lulz Security e questo è il nostro messaggio finale”, dopo i “cinquanta giorni del terrore informatico” in cui gli hacker appartenenti al gruppo hanno colpito i sistemi di società e enti governativi solo per “eccitazione pura, ininterrotta, caotica, del divertimento e dell’anarchia”. La LulzSec non ha infatti nessun fine di lucro, ma il solo scopo di entrare nel sistema nemico per lanciare un messaggio, che qualche volta può essere politico, o semplicemente per dimostrare la propria forza o per sbeffeggiare. Il nome del gruppo proviene dall’espressione, usata nello slang digitale, LOL (laugh out loud), che significa ridere a crepapelle, quindi in pratica un modo per prendersi gioco dei loro bersagli. Questi anarchici di Internet sperano però che la loro rivoluzione possa essere portata avanti da altri pirati e che gli attacchi alle aziende non finiscano mai: “Speriamo, ci auguriamo, persino preghiamo che il movimento si manifesti in una rivoluzione che possa continuare anche senza di noi”. Lo scioglimento del gruppo sembra possa essere ricondotto alle indagini in corso, dopo l’annuncio da parte di LulzSec di aver attaccato la CIA, l’FBI, il Senato degli Stati Uniti, la Fox.com del gruppo Murdock e la Sony; in quest’ultimo colpo i dati personali di un milione di utenti vennero compromessi in modo dewfinitivo: in Gran Bretagna  è stato arrestato un giovane hacker di appena diciannove anni, Ryan Cleary, comparso ieri nell’aula di tribunale insieme al referto dello psicologo, che ha annunciato che il ragazzo sta sviluppando una forma di autismo a causa della permanenza in carcere dove è detenuto. Cleary è sospettato di appartenere al gruppo Lulz Security, arrestato dopo un’indagine portata avanti dall’FBI americana e la polizia britannica. In particolare, il giovane hacker, che comunque nega di far parte del gruppo, è accusato di aver attaccato il sistema informatico della Serious Organized Crime Agency e dell’associazione dei discografici britannici, la British Phonographic Industry.