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IRAN / Teheran, Guardie rivoluzionarie testano 14 missili. Messaggio per Usa e Israele

Oggi le Guardie rivoluzionarie iraniane, l’organismo sul quale è fondato il potere degli Ayatollah, ha testato 14 missili, con una gettata massima di 2mila chilometri,

Mahmoud Ahmadinejad, presidente iraniano, Foto Ansa Mahmoud Ahmadinejad, presidente iraniano, Foto Ansa

TEHERAN (IRAN) 28 GIUGNO  2011 - Certo, ufficialmente l’operazione ha assunto il nome rassicurante di “esercitazione”. Sta di fatto che, considerata la fama del Paese e della sua dittatura al governo, gli Stati limitrofi, o quelli ai quali voleva dare un avvertimento o mostrare, semplicemente, i muscoli, sanno bene che, probabilmente non era una semplice esercitazione. Oggi le Guardie rivoluzionarie iraniane, l’organismo sul quale è fondato il potere degli ayatollah, ha testato 14 missili. Si tratta di missili terra-terra, con una gettata massima di 2mila chilometri, sparati contemporaneamente, come ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Irna, contro lo stesso obiettivo. Gli ordigni erano 9 missili Zelzal, due Shahab-1, due Shahab-2 e un Shahab-3. La getta massima corrisponde a questi ultimi. L’episodio aveva lo scopo, non troppo celato, di mostrare i denti, anzitutto a Israele e, poi, all’America, considerati i sommi nemici della Repubblica islamica. Gli Shahab-3 è stato dimostrato che potrebbero essere in grado di colpire basi Usa e israeliane nel Golfo. Il capo della divisione aerospaziale delle Guardie rivoluzionarie ha voluto ribadire come, in caso di attacco, Teheran saprà punire Tel Aviv e Washington. «La portata dei nostri missili è stata regolata sulle basi americane nella regione, oltre che sul regime sionista», ha spiegato il comandante Amir Ali Hajizadeh. I due paesi interessati, dal canto loro, hanno fatto sapere che, se la diplomazia non sarà in grado di fermare la corsa all’arricchimento di uranio a fini bellici (la bomba nucleare) di dell’Iran, non si possono escludere rappresaglie militari.