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LIBIA/ Cossiga (Difesa): ecco perchè l'Italia deve "evitare" la sconfitta di Gheddafi

Pubblicazione:giovedì 30 giugno 2011

Il sottosegretario Giuseppe Cossiga Il sottosegretario Giuseppe Cossiga

Quello che l’Italia deve fare e che sta facendo in tutte le sedi, è fornire una lettura degli eventi sulla base della nostra conoscenza approfondita della realtà araba, che è superiore a quella di molti nostri partner. Dovremmo avere quindi l’autorevolezza di far percepire che il cammino verso la democrazia di Egitto e Tunisia è diverso da quello avvenuto in Europa, e che gli obiettivi e la tempistica del loro raggiungimento non devono essere valutati con il nostro metro. Il Nord Africa è un altro mondo rispetto a noi, questa è la verità.

L’attentato di martedì a Kabul è anche la conseguenza dell’imminente disimpegno delle forze Nato?

Evidentemente sì. I talebani sanno bene l’effetto che produce sull’opinione pubblica occidentale un attentato come immediata reazione a una decisione di disimpegno, che il presidente Obama ha enfatizzato in modo eccessivo. Dobbiamo renderci conto che alle nostre azioni corrispondono reazioni immediate da parte dei nostri nemici.

Quindi la strada del disimpegno rischia di portare a un incremento degli attentati?

Non la strada del disimpegno, ma la volontà di mediatizzarlo per fini di politica interna senza valutarne bene gli effetti. Tutti sappiamo che siamo in Afghanistan per trasferire per quanto possibile la capacità di controllo del Paese al governo di Kabul. Ma dobbiamo fare attenzione a evitare che la necessità di ottenere il consenso degli elettori occidentali, metta a rischio il grande lavoro e il lungo sforzo che è stato compiuto in Afghanistan. Meglio quindi evitare di parlare di date come ha fatto Obama, a differenza per esempio dell’Italia.

Ma il nuovo fronte libico non rischia di indebolire gli sforzi occidentali in Afghanistan?


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COMMENTI
30/06/2011 - l'altra faccia della medaglia (francesco taddei)

in libia vi è una guerra civile che con il mandato di cattura internazionale si va radicalizzando e il riferimento a "qualcosa di più" nelle ragioni del conflitto pone in evidenza la debolezza dell'italia nella politica estera.