BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

MEDIO ORIENTE/ Il dopo bin Laden e le speranze della Primavera Araba

Manifestanti palestinesi a favore delle rivoluzioni in Egitto e Tunisia (Foto: Ansa)Manifestanti palestinesi a favore delle rivoluzioni in Egitto e Tunisia (Foto: Ansa)


La mia impressione è che un processo fosse proprio quello che gli Stati Uniti volevano evitare. Come già detto, questo sarebbe stato giusto secondo la dottrina della Chiesa, ma non è molto difficile individuare le ragioni politiche in favore dell’uccisione di bin Laden. Un processo sarebbe diventato un evento internazionale, un’occasione di richiamo per i fondamentalisti islamici di tutto il mondo. Bin Laden avrebbe potuto usarlo come un palcoscenico da cui chiamare a raccolta tutti i suoi sostenitori, atteggiandosi a martire. Inoltre, un processo veramente corretto e giusto non è certo avrebbe portato alla condanna capitale di bin Laden. Meglio non correre rischi,  penso sia stato il ragionamento dell’Amministrazione Obama.

 

Qual è il suo giudizio sulle rivolte nei Paesi arabi e sul loro possibile sviluppo?

 

La Primavera Araba è un movimento che dà speranza, che si presenta come l’estensione della grande ondata di democratizzazioni partita nel 1974 e che si è manifestata nell’Europa dell’Est e del  Sud, in America Latina, in parti dell’Africa e in Asia Orientale. Molti studiosi pensavano che i Paesi arabi fossero la parte del mondo più restia ad accettare la democrazia e che, anche all’interno dell’islam, fossero i Paesi musulmani non arabi i più pronti a conquistare la democrazia. Ora, nel mondo arabo i cittadini, particolarmente i giovani, stanno dimostrando che il desiderio della democrazia e dei diritti umani è presente in ogni parte del mondo.

È però ancora troppo presto per prevedere gli esiti finali di questi movimenti, anche se si può dire che Tunisia ed Egitto hanno le migliori probabilità di buona riuscita, mentre la situazione è molto più drammaticamente incerta in Siria, Yemen e Bahrein. Ciò che è incoraggiante è che Al Qaeda, e più in generale quanto si potrebbe definire come “ rivificazione dell’islamismo radicale”, stanno giocando un ruolo marginale nelle rivoluzioni della Primavera Araba.

 

Qual è la sua opinione sull’intervento contro Gheddafi, che secondo molti è ormai al di fuori della risoluzione dell’Onu, con dubbi anche sotto il profilo costituzionale?