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THAILANDIA/ Stop ai tattuaggi col Buddha

Pubblicazione:lunedì 6 giugno 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 6 giugno 2011, 17.54

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Erano soliti, in modo da mostrare la loro identità e la loro appartenenza, farsi tatuare la croce coopta, la natività e il Santo Mar Corios, un martire ucciso ai tempi di Diocleziano. Di tutt'altro avviso gli ebrei: divieto assoluto di tatuaggio, come dice il Levitico ai versetti 19,28. Uguale indicazione per i musulmani: Maometto permette solo tatuaggi temporanei fatti con l'inchiostro henna e comunque è una tradizione che appartiene alle donne. Agli uomini è proibito tatuarsi anche con l'henna. E' pur vero che i nomadi egiziani, in ricordo delle antiche tradizioni dei tempi dei faraoni, usano tatuarsi con colori azzurri, un colore che ha significato scaramantico. Oggi che il tatuaggio è diventato pratica quasi di massa e che i segni di rispetto verso le religioni sono sempre minori, non dovrebbe far scalpore che a qualcuno piaccia farsi disegnare sul corpo un Budda. Invece…


THAILANDIA -
Invece in Thailandia la cosa piace sempre meno. Paese dal livello di democrazia piuttosto alto rispetto allo standard orientale, seppure non certo paragonabile a quello delle democrazie occidentali, in Thailandia da qualche tempo sta cambiando il vento. Le autorità infatti si stanno dimostrando sempre più infastidite dalla pratica di farsi tatuare il ritratto del Buddha. Lo fanno ovviamente in stragrande maggioranza i turisti occidentali. E' stato il ministro della cultura Inthrasombat a sollevare il problema. Un comunicato emesso dal suo dipartimento ha infatti chiesto esplicitamente a chi esercita la pratica del tatuaggio in Thailandia dall'astenersi dal disegnare immagini di Buddha sul corpo dei richiedenti. Non si tratta di un dispositivo legale, al momento, punibile cioè con la legge per chi non lo applicasse, ma solo di un avvertimento e di una richiesta. L'immagine di Buddha, dice il provvedimento, è sacra e si richiede ai governatori delle varie regioni del Paese di sorvegliare affinché la richiesta venga applicata.


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