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ANTONIO SOCCI/ Libia, dove sono i paladini della pace?

Pubblicazione:martedì 7 giugno 2011

Foto ImagoEconomica Foto ImagoEconomica

ANTONIO SOCCI PALADINI DELLA PACE - Sul suo blog, il giornalista Antonio Socci pubblica un allunga riflessione sulla guerra in corso in Libia, domandandosi dove siano i soliti paladini della pace, i giornalisti di denuncia, i Santoro, i Lerner, i Floris e dove sono l’Annunziata e la D’Amico? Mancano all'appello dice Socci anche spiriti liberali come Paolo Mieli e Ernesto Galli della Loggia. Socci chiama in causa il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che non ha mancato di fare sentire il suo appello favorevole ai bombardamenti in Libia. Tanto da meritarsi la piena fiducia della Casa Bianca. La stampa ha deciso per il bavaglio, eppure, dice Socci, ogni notte i bombardieri colpiscono duro. Socci allora cita il vescovo di Tripoli, monsignor Martinelli, che ha dichiarato ad Asianews: “La Nato ha intensificato i bombardamenti e continua a fare vittime. I missili stanno cadendo ovunque e purtroppo non colpiscono solo zone militari, ma anche civili. La gente a Tripoli soffre, anche se nessuno ne parla”. Ma nessuno riporta le sue parole. Oggi non si fanno manifestazioni contro la guerra in Libia come si facevano ai tempi di Bush e la guerra in Iraq. Perché? Perché a bombardare oggi è il Premio Nobel per la pace nonché democratico Obama. Socci cita poi il caso di Gad Lerner quando nella sua trasmissione qualcuno arrivò ad applaudire la Francia un paese che in questo modo affermava i suoi valori umanitari, quelli della rivoluzione francese. Agli italiani invece non importava niente. La differenza, scrive Socci, è che i francesi bombardavano, gli italiani si prodigavano per accogliere profughi e clandestini che scappavano dalla Libia. Dice Socci: "Tutti sanno che in realtà gli ideali umanitari non c’entrano niente con la guerra, tanto è vero che nessuno si sogna di andare a bombardare Damasco dove il regime compie quasi ogni giorno stragi contro i manifestanti. Tanto meno si pensa di andare a bombardare Pechino perché il regime cinese stroncò nel sangue le manifestazioni di piazza Tien an men o perché continua a spedire nei lager gli oppositori". Neanche Napolitano chiede di fare ciò, in Paesi che ha visitato nel 2010 stringendo la mano con cordialità ai loro dittatori. Socci quindi cita Angelo del Boca, storico ed esperto delle vicende libiche: “le vere ragioni di questa guerra sono il controllo dei pozzi di petrolio e i 200 miliardi di dollari dello Stato libico depositati nelle banche straniere”.




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