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MEDIO ORIENTE/ C’è una partita a tre che decide il futuro dello Yemen

Pubblicazione:martedì 7 giugno 2011

Il presidente dello Yemen, Saleh, insieme al premier Moujawar (Ansa) Il presidente dello Yemen, Saleh, insieme al premier Moujawar (Ansa)

Non è una novità che lo Yemen sia un paese ad altissimo rischio stabilità. Da anni chi studia il Paese e osserva le sue dinamiche politiche interne è attentissimo all’evoluzione degli eventi yemeniti e non ha potuto fare a meno di inserire tale realtà tra le aree più a rischio non solo del Medio oriente, ma probabilmente di tutto il mondo. Non a caso lo Yemen, tra tutti i paesi coinvolti (o, in alcuni casi, travolti) dalla cosiddetta “primavera araba”, era l’unico ad essere seriamente considerato fortemente instabile e l’ondata di rivolte dell’area non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco.

Sono molti i fattori che hanno determinato, con il tempo, tale situazione, tra cui si possono annoverare almeno due fronti di opposizione al regime, uno di matrice sciita zaydita nel Nord (legato al movimento di al-Houthi) e uno nel Sud del paese, di matrice socialista e separatista, entrambi aizzati da condizioni socio-economiche e di accesso alle risorse di potere discriminatorie. A ciò si aggiunga la presenza sempre più rilevante di cellule legate al terrorismo di stampo qaedista, come testimoniato dalla nascita proprio in Yemen di al-Qaeda nella Penisola Arabica, attualmente una delle più attive su tutto il fronte mediorientale. Tale situazione era ed è, del resto, determinata dalla scarsa capacità delle istituzioni centrali di esercitare il proprio controllo su tutte le aree del Paese, le cui dinamiche politiche si basano ancora per gran parte su legami di tipo tribale, mascherati di volta in volta in da conflitti etnici, politici o religiosi.

Se questa era una situazione ormai nota e ad altissimo rischio, le rivolte arabe hanno agito su un substrato di malcontento e instabilità già avanzato, causando ulteriori disordini. L’elemento di novità, negli ultimissimi giorni, risulta essere la momentanea partenza del presidente Ali Abdullah Saleh dal Paese, direzione Arabia Saudita. Come è da leggere tale avvenimento e cosa potrebbe dunque accadere alla luce di questo fatto?


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